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e scegliamo questa operazione tanto piùvolentieri quanto che difficilmente potreb-be trovar luogo altrove, e che 1’ ossido diautìmonio acquistò maggiore importan-za, dacché il Ruolz ne propose la sosti-tuzione alla biacca o cerussa per la pittura.
La grande fusibilità dell’antimonio era ilprincipale ostacolo ; inoltre attaccava tuttigli strumenti di ferro che si fossero ado-perati. Conviene adunque sostituire ai ci-lindri un forno, il cui suolo sia di pietra,che si possa riscaldare al disotto e tuttoall’ intorno, facendovi circolare in undoppio inviluppo di muro la fiamma, edi gas riscaldati che vengono dal focolare.La parte superiore di questo forno mettesiin comunicazione con vasti recipienti cheoperando in grande possono essere stanzedi muro, le quali presentino in tutta laloro lunghezza una serie di ostacoli perfacilitare la deposizione dell’ ossido trasci-nato. Se si lascia svolgere liberamente nel-1’ aria l 1 acido solforoso si termina 1’ ap-parato con un camino alto abbastanzaper produrre una rapida corrente. In tuttii casi in cui si volesse utilizzare 1’ acidosolforoso prodotto per la fabbricazionedell’ acido solforico basterebbe la correnteche formasi nelle camere.
Sul dinanzi del forno lasciasi un’ aper-tura, per la quale introducesi il mineralee la quantità di aria che occorre. Quandoil forno è riscaldato abbastanza stendesisul suolo di esso uno strato di solfuro ri-dotto in minuti frammenti passati attra-verso due crivelli per separarne la polvereed avere tutti i pezzi di una stessa grossezzaaffinchè la decomposizione riesca in talmodo più regolare. Finalmente si fa ca-dere goccia a goccia dell’ acqua sopra unapiastra di ghisa posta dinanzi all’ aperturadel forno, il vapore che si produce oppo-nendosi alla fusione del solfuro e coadiu-vando alla decomposizione di esso.
Soddisfatte queste condizioni yedesi.
Metallurgia
uscire dal forno e passare nei condensatoriun fumo bianco molto denso prodottodall’ ossido di antimonio trascinalo dallecorrenti d’ aria e di acqua, il quale peròfacilmente deponesi, tosto che il vapore chelo inviluppa, e che è attirato dalla correntedell’ aria, va a condensarsi nel resto del-P apparato. Per raccogliere questo ossidobasta spazzare i recipienti dove si è depo-sto e farlo asciugare all’ aria se è ancoraumido.
V ossido di antimonio prodotto in talguisa è bianco e ridotto in polvere impal-pabile, sicché può adoperarsi immediata-mente in pittura, mescendolo all’olio sem-plicemente senza altra operazione. Il Rous-seau osserva di più che questa polvereprodotta in tal guisa sotto la influenza dpivapore acqueo giugne ad un tal grado ditenuità che è impossibile aversi in qualun-que modo. Egli dice, in prova di questofatto, avere ossidato dell’ antimonio couuna corrente di aria secca, ed avere otte-nuto parimenti un prodotto di assai bellaapparenza, ma ruvido al tatto, invece cheessere untuoso come il precedente, il qua-le, adoperato in pittura, può quindi, apeso uguale, coprire uno spazio doppiodell’ altro. '
Da molto tempo si era anche propostoper agevolare la separazione dello zolfo daiminerali 1’ aggiunta del sale comune o clo-ruro di sodio, una piccola quantità delquale adoperavasi specialmente pei mine-rali d’ argento. Ora W. Longmaid diedemaggiore estensione a questa applicazione,avendo riconosciuto pel primo, a quantosembra, cha per averne buon effetto, eraduopo aggiungere il sale in tale quantitàche superasse notevolmente quella dellozolfo contenuto nei minerali da trattarsiin tal guisa.
I minerali che trova conveniente ditrattare in tal guisa, sono quelli che con-itengono un 1 5 ad un 20 per 0/0 di zolfo