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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Metallurgia

quantità di aria esigano per bruciarsi([iag. 2(55), ed abbiamo veduto come siensiadoperati per cuocere calce e mattoni, pertorrefare i minerali o prepararne la fusio-ne, per seccare le legna o mutarle in fu-maiuoli, per produr del vapore, la forzamotrice del quale facesse agire le macchinesoffianti necessarie ai fornelli medesimi odaltri meccanismi pel lavoro del ferro, e final-mente più innanzi, nel medesimo articolo,parlando del soffio ad aria calda si descris-sero parecchi apparati, nei quali questoriscaldamento si ottiene dal calore che ten-gono i gas nel camino. Queste applica-zioni si estesero sempre più in appresso.Così nelle fucine di Troncais a Commen-ti'}' questi gas riscaldano macchine a va-pore che servono a comprimere e stirareil ferro ed a soffiare 1’ aria occorrente.Anche nell’ officina di Bourges i gas di unodegli alti fornelli riscalda la macchina avapore che dà il moto ai mantici, e questostesso spediente adoltossi nelle fucine dila Guerche, del Chantay, di Torterou edi Fonlardes. Per tal fine copresi la boccadi un cappello quasi emisferico, i cui orlientrano in un canale anulare ripieno diacqua, e che tiene un tubo verticale chiu-so da un’ animella che si apre quando sivogliono lasciare sfuggire i gas. Allorché sivuole introdurre la carica basta sollevareil cappello che è bilanciato da un con-trappeso.

Oltre a queste applicazioni, si trasseanche profitto dai gas degli alti fornelliper riscaldare fornelli a riverbero pel pud-laggio o pel riscaldamento del ferro. APont-L'Eveque i gas dell’alto fornello ali-mentano un fornello a riverbero che giàda un anno e mezzo lavora regolarmente.Anche a Charente nell’ officina di Lagevoglionsi utilizzare quanto prima i gas de-gli alti fornelli pel pudlaggio della ghisa epel riscaldamento dei pezzi di ferro da la-vorarsi con la battitura. A Bigny tentaronsi

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pure saggi di pudlaggio della ghisa colmezzo dei gas degli alti fornelli, i qualinon riuscirono pel solo motivo che i ma-teriali impiegali nella costruzione del for-nello a pudlaggio non poterono resistereal grande calore che si produceva per lacombustione dei gas.

Anche la elevata temperatura dei gasprovenienti dai fornelli di affinamento delferro ed il calore che possono dare con laloro combustione possono utilizzarsi amolti usi ; ma Ebelmen che ne indagò lacomposizione media a varii periodi dellavoro, riconobbe che questo calore nonpotrebbe verosimilmente applicarsi ad usiche esigessero una temperatura alta e so-stenuta. Ad Aube, nella fucina all’inglese diVilieneuve,una macchina a vapore alimen-tasi coi gas dei fornelli in cui riscaldasi ilferro da lavorarsi, e nelle officine di Vier-zon una macchina a vapore della forza di100 cavalli per laminare il ferro e peraltri varii usi ha le caldaie riscaldate coigas dei fornelli di affinamento del ferro.

La considerazione di queste grandi quan-tità di calore portate via in tal guisa daigas indusse Ebelmen a indagare se in molticasi potesse avervi vantaggio di ridurre ilcombustibile solido in gas per bruciar que-sti dappoi con metodi analoghi a quelliche in oggi si impiegano pei gas deglialti fornelli. Fece intorno a ciò un certonumero di esperienze nella officina di Au-dincourt, a spese dello Stato, per una mis-sione ricevuta dal vice-segretario di statodei lavori pubblici. Questi sperimenti fu-rono in particolar modo diretti sui com-bustibili di origine vegetale, come il carbo-ne di legna, la legna e la torba. Riassume-remo le principali conseguenze che nededusse :

i.° Possonsi utilizzare i carboni minuti,la carbonigia, la polvere di carbone cheresta nei magazzini, per produrre gas, iquali sono essenzialmente formati di ossido