5SG Metallurgia.
tutte queste operazioni un agente indi-spensabile, 1’ esame dei gas fa conoscerela serie di trasformazioni che prova, lequali sono intimamente legate con 1’ esamedegli effetti calorifici e delle reazioni chi-miche prodotte nel focolare. In vero 1’ os-sigeno dell’ aria mutandosi in acido car-bonico sviluppa un’ altissima temperaturache rapidamente si abbassa pel passaggiodell’ acido carbonico allo stato di ossidodi carbonio. Innanzi a quest’ ultima tra-sformazione la corrente del gas è ossidan-te, dopo avvenuta, la corrente tiene gran-de facoltà induttrice.
Nei fornelli alimentali con carbone dilegna in cui la ghisa mutasi in ferro, l’ariaviene slanciata da uno o due buccolari inun crogiuolo pieno di carbone ove si met-te sempre nella stessa posizione, la ghisada affinarsi ed il ferro da lavorarsi cheprovengono da una operazione precedente.L’ osssigeno dell’ aria slanciatavi sopraandando dal buccolare alla parete oppostadel fornello mutasi prima in acido carbo-nico, poscia in ossido di carbonio. L’ana-lisi dei gas presi dall’ imbuto del focolare,prova che la trasformazione dell’ ossigenoin acido carbonico corrisponde alla posi-zione costante in cui 1’ operaio colloca ilferro che si dee lavorare, e che è quelladove la temperatura è al massimo grado.
L’atmosfera che cinge la ghisa durantela sua fusione non contiene quasi più aci-do carbonico, e la sua azione decarburantedeve essere presso a poco nulla, contro1’ opinione ammessa generalmente dietroKarsten, il quale attribuisce all’azione del-l’aria la decarburazione che ha luogo du-rante la fusione della ghisa. Conviene in-vece attribuire esclusivamente questa rea-zione al protossido di ferro delle scorie.Esperienze di Dulong sui calori delle com-bustioni provano che questa decarburazio-iic dee produrre un considerevole assor-bimento di calore latente.
Metallurgia
Nella seconda parte dell’ affinamento, onel lavoro propriamente detto, 1’ Ebehnendedusse dalla analisi dei gas che una pro-porzione considerevole di ferro veniva os-sidata dall’ ossigeno dell’ aria.
Esaminò pure 1’ Ebelmen la composi-zione dell’ aria nei camini a pudlaggio epel riscaldamento del ferro. Trovò che lamaniera come facevasi la combustione sul-la grata dei fornelli a riverbero ad altatemperatura non era ben conosciuta,impe-rocché, mentre i metallurgisti generalmenteammettevano che la quantità di uria nonalterata pel suo passaggio attraverso lagrata fosse ordinariamente metà della quan-tità totale, le sue esperienze invece gli di-mostrarono che la proporzione di aria nonabbruciata nell’ attraversare il combusti-bile non era, a termine medio, che di o,oG,a o,o8 della totalità. Quando 1’ eccessodell’ aria è minore, trovansi nel caminograndi proporzioni di gas combustibili,la massima temperatura del fornello cor-rispondendo ad un eccesso di aria dio,o5 a o,io dei gas dei camini. Que-sto risultamento si approssima molto aidati teorici, secondo i quali questo massi-mo corrisponderebbe alla trasformaziouereciproca e compiuta dell’ aria e del com-bustibile in acqua, acido carbonico edazoto.
La composizione dei gas negli alti for-nelli è principalmente in quelli a coke, ilnon trovarvisi solfo e 1’ enorme quantitàdi calore che si svolge con la loro com-bustione nei fornelli che producono soli-tamente da io a 12,000 chilogrammi dighisa al giorno, ben mostrano quali im-portanti risultamenti si pussano speraredall’ uso di essi. All’ articolo Ghisa diquesto Supplemento (T. XI), abbiamoin vero veduto come possano dare tempe-ratura bastante a fonder la ghisa (pag. 262,265 )-, dicemmo in qual modo si abbia-no a raccogliere (pag. 2G6, 2G7), quale