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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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5g4 Metallurgia

un pezzo (li zinco del commercio che con-tiene varie sostanze essere più attaccato da-gli acidi di un altro puro chimicamente.Nel primo caso con due punte di platinoche comunichino col galvanometro, facen-dole scorrere sulle superfìcie dello zincoimmerse nell' acqua acidula, si conosceche questa superficie è percorsa in ogniverso da una quantità di correnti elettri-che, il che non può avvenire se non inquanto si trovino alla superficie dello zin-co sostanze straniere, metalliche o no, con-duttrici dell’ elettrico.

Allorquando tuffasi un pezzo di zincoben netto in una soluzione di un sale me-tallico alla ordinaria temperatura, lo zincoreagisce primieramente sull’ acqua, si ossi-da con 1’ ossigeno di quella e l’idrogenose ue svolge. Ne risulta uno sviluppo dielettricità, per effetto del quale il metalloprende la elettricità negativa ed il liquidoquella positiva ; ma queste due elettricità,per effetto degli altri metalli misti in legaallo zinco, o delle altre sostanze condut-trici che quello contiene, formano unacorrente la cui azione rende più ossidabileil metallo, od almeno quelle parti di essoche non sono coperte da sostanze stranie-re ; ne risulta maggiore energia nella ossi-dazione, nell’atto che l’idrogeno coadiuvaalla riduzione degli ossidi metallici chetrovansi nella soluzione. Se a quest’azio-ne elettro-chimica, o a questa moltitudinedi azioni elettro-chimiche, la cui esistenzasi riconosce cogli aghi di platino aggiun-gami le affinità dell’ ossigeno e dell’ acido,o dei corpi che ne fanno 1’ oftizio, le qualisono più forti per lo zinco che pel metal-lo disciolto, e se inoltre si aggiunga l'azio-ne del calore, si avranno riunite tutte lecondizioni più favorevoli per ottenere pre-cipitati metallici. Aumentando il calore laossidazione è più tacile perciò che il liqui-do diviene miglior conduttore dell" elettri-co, e la corrente avendo più intensità la

METAI.LUnr.IA

sua azione decomponente riesce aumenta-ta. Non bisogna quindi mai dimenticarsiche la precipitazione dei metalli, medianteun’ altro metallo più ossidabile tuffato nel-la loro soluzione è un fenomeno in partechimico ed in parte elettro-chimico. Quan-do pure non vi avessero sostanze stranieremetalliche od altro che aderissero alla su-perficie del metallo precipitante, ponendoquesto a contatto con 1’ acqua e con l’aci-do del sale e con 1’ ossido metallico, valea dire 1’ ossigeno ed il metallo, si avrebbe-ro riunite tutte le condizioni che possonodare effetti di contatto.

Rimettendo all'articolo Plastica la sto-ria di quanto si è fatto per riprodurre leforme degli oggetti qualsiensi coi metalliprecipitati dall’ elettrico, o per coprire su-perficie metalliche con uno strato di altrimetalli ; limiteremo in questo articolo ilnostro dire a considerare quanto riguardasoltanto la estrazione di alcuni metalli daiminerali di essi alla qual parte soltantospetta giustamente il nome di metallurgiaelettrica.

Dopo i fatti che abbiamo riferiti in ad-dietro, al tempo presente nel quale tuttocerca di volgersi all’ utile, non si potevaa meno di dar pensiero alla introduzio-ne della pila nel trattamento dei mineralimetalliferi, e ciò si fece di fatto, ben-ché, a dir vero, non ancora con quellaestensione che sembrava doversi aspettare,massime dopo la buona riuscita dei primitentativi.

Furono questi fatti da Becquerel, e di-retti principalmente sui minerali d’ oro edi argento, come all’ articolo Galvanismosi è detto (T. X, pag. 355), ed a taleproposito sono da aversi presenti altresì1’ esperimento del Nobili, onde si parla inquel medesimo articolo (pag. 552), sullaannilgamaziono dell’ oro facilitata mercè1’ elettrico ; quelli simili osservatisi sullaainalgamazione di altri metalli del Damour