Metallurgia
onde pai lussi all’articolo Mercurio di que-sto Supplemento (T. XXIII, pag. 112),e quello fatto dal compilatore di questaopera sulla amalgamazione del rame, delquale si è reso conto all’ articolo Lega (T. XVII, pag. 181), potendo in alcunecircostanze speciali e per alcuni metalligiovare di valersi della elettricità ancheper facilitare l’amalgamazione soltanto, in-vece che per ottenere direttamente i me-talli allo stato puro od a quello di ossidi.
A compiere la storia di quanto si è fattoper la riduzione dell’ argento mediantel’elettrico, daremo qui il metodo suggeritoda F. Oechsle, controllore della zecca diParigi , per avere col galvanismo l’argentodal cloruro di quel metallo, la quale sepa-razione suol farsi ordinariamente fonden-dolo con la potassa, metodo che riescelungo, costoso, e di più cagiona sempreuna qualche perdita di argento. Il mododi operare suggerito da Oeschle è il se-guente.
Si lava con la massima diligenza il clo-ruro di argento in modo che più non con-tenga indizio alcuno di acido ; se lo fa sec-care fino a che prenda la consistenza diuna densa poltiglia, e se lo mesce in que-sto stato con una soluzione saturata di salecomune ; poi se lo versa in una ciotola <porosa di terra o sul fondo di un vaso da ■fiori. i
In altro vaso di vetro o di altra ma- ]teria che possa resistere all’acido solforico, 1«lettesi sopra pezzi di legno una pia- :stra di zinco amalgamato della conveniente ;grandezza, e vi si versa sopra dell’ acido 1solforico diluito con 16 a 20 volte il suo 1peso di acqua. Mettonsi su questa piastra 1di zinco due piccole lastre o pezzi di ve- 1tro, e vi si poggia sopra il vaso poroso che 1contiene il cloruro di argento, preparato 1come si disse. Introducesi nel vaso poroso 1una lastra sottile di argento o di platino 1che si fa comunicare mediante una piccola i
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■ striscia dell’ uno o dell’ altro di questi, metalli con la piastra di zinco deposta nel1 vaso inferiore ; ne risulta immediatamenteI un’ azione galvanica che si palesa sulla
striscia metallica che unisce i due metalli,t imperocché 1’ acqua nel vaso inferiore sidecompone, svolgendosene il gas in una
■ serie continua di bolle. In capo a mezzaora si osserva che il cloruro di argento piùvicino alla piastra di platino prende un co-lore grigiastro e ben tosto si ha 1’ argento
* allo stato metallico. Lasciasi in attività: l’apparecchio fino a che siasi ridotto tuttoil cloruro, del che se ne ha indizio al ve-dere che il liquore agitandolo non prendepiù un aspetto lattiginoso, ma rimane per-fettamente limpido e dal veder 1’ argentoridottosi svolgere grande quantità di gas.Durante 1 ’ operazione si osserva di trattoin tratto se v’ abbia decomposizione del-1’ acqua sulla lamina di comunicazione, equando questa cessasse si aggiunge unpo’di acido solforico. Compiuta la decom-posizione del cloruro si decanta la solu-zione di sale comune, si fa seccare 1’ ar-gento metallico e se lo fonde in un cro-giuolo con un poco di potassa dinanzi albuccolare di un fornello.
Ottiensi in tal guisa dell’argento chimi-camente puro, la cui riduzione non costache un quarto delle spese occorrenti per lafusione con la potassa. Volendo, per esem-pio, ridurre il cloruro di argento, il qualecontiene 25 o granirne di argento fino, ba-stano 180 a 200 gramme di zinco ed alcunegranirne di acido solforico, mentre invececon la potassa occorrerebbero y 5 o gram-me di, questa, un grande crogiuolo, unaquantità corrispondente di carbone, e laoperazione durerebbe da 2 a 3 ore, oc-correndo invigilare attentamente, perchèl’argento nel crogiuolo non provi un gra-do troppo alto di calore. L’ argento otte-nuto col mezzo galvanico invece si puòfondere in un. piccolo crogiuolo sotto l’a-