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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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4oa Metai.t.uroia

to adunque a fare rimane : quanto a mesarò pago che mi fia dato il contento diavere ad altri adittata e dischiusa la via. »In appresso lo Schubert di Wurtzbourgdisse avere a neh’ egli fatti varii tentativiper sostituire il ferro allo zinco nella pro-duzione della corrente elettrica, credendoche gli importanti vantaggi economici diquesta sostituzione possano compensare lamaggior lentezza di effetto. Dichiarò avercominciato questi tentativi fino dal puntoin cui occupossi della galvanoplastica, sen-za dire però quando avesse cominciato adoccuparsene, e ad ogni modo nulla pub-blicò su tale proposito, prima del settem-bre 1841, cioè parecchi mesi dopo delcompilatore di questo Supplemento. Dis-se avere a bella prima esperimentato colferro battuto, ma avere dappoi fatto ri-flesso che la ghisa essendo più elettro-po-sitiva del ferro puro, doveva altresì riu-scire più vantaggiosa, ed aver trovato checon essa il sedimento del rame si produ-ceva con altrettanta prontezza che con lozinco. AH’ acido solforico aveva pure so-stituito una soluzione di sale comune o disale di Glauber per maggiore economia.Finiva con altri suggerimenti circa al mo-do di procurarsi il solfato dal rame di ce-mentazione o dalle scorie che trovansi neifornelli.

Rimase tuttavia trascurata 1 ’ applicazio-ne della galvanoplastica alla riduzione deiminerali del rame, e sul finire del 1844trovandosi in compagnia del signor II.Gaultier de Claubry e del professore aba-te Zantedeschi, il compilatore di questoSupplemento narrava al primo le sueidee in tale proposito e gli indicava ilgiornale in cui si erano pubblicate. Nonsenza sorpresa pertanto vide alcuni me-si dopo pubblicarsi nei Giornali francesidallo stesso II. Gaultier de Claubry incompagnia a Dechaud un metodo per laestrazione del rame dai suoi minerali, me-

Metali. ukgia

diante le azioni elettriche, la parte vera-mente importante ed utile del quale sifonda per lo appunto sulla introduzionedei metodi della galvanoplastica, con la so-stituzione del ferro battuto allo zinco,senza neppur menzionare come si avesseproposto la stessa cosa quattro anni prima.Comunque siasi, essendo entrati questichimici in più estesi particolari sul praticoadattamento di questo mezzo possente, edavendo anche imaginato alcuni nuovi edingegnosi artifizii, daremo qui per distesola descrizione del metodo da essi propostoquale viene riferito nell’ Echo du MondeSavant (a), aggiugnendo alcuni riflessidappoi sulla utilità reale di quelle innova-zioni, e rendendo ragione del perchè sistimassero sufficienti le indicazioni datesinel 1841 sullo stesso argomento.

» I minerali di rame possono riferirsi atre classi principali quanto al loro tratta-mento mutallurgico, avendovi gli ossidi edil carbonato, i quali non addimandano chedi essere ridotti col calore, ed il solfurodi rame, il quale abbisogna soltanto di unatorrefazione e di una riduzione, ma checontenendo per lo più del solfuro di fer-ro, non può trattarsi se non che dietrouna serie di torrefazioni e di fusioni conla silice, per separare il ferro che altere-rebbe compiutamente il rame riducendosiinsieme con esso. Il metallo quindi dovevasubire un raffinamento, anche per sepa-rarne i solfuri ed arseniuri di rame, diferro, di antimonio e spesso anche di piom-bo, dai quali non si poteva separare il ra-me puro che a condizione di perdere unaporzione considerevole di questo metallo.

» I metodi dei signori Dechaud e Gaul-tier de Claubry propongonsi di estrarre ilrame specialmente dai suoi minerali piri-tosi nello stato di purezza chimica, ed in

(a) Primo semestre del 1845, col. 1344 i3 o giugno 1845.