Metallurgia
accordando un sesto di questo prezzo perP utile dello stabilimento ; ritenendo chele spese di estrazione formino i due quintidella totalità ; concedendo un quinto dellespese per le operazioni che conservaredovrebbersi, e supponendo che si rispar-miassero solo i due sesti rimanenti delvalore del rame, cioè centesimi g6, costodelle ripetute fusioni e torrefazioni, cui,dopo il primo arrostimento assoggettasi ilminerale, la spesa della riduzione galvano-plastica essendo portata a soli 4o centesi-mi, si vedrà che si avrebbe realmente unaeconomia di 56 centesimi per chilogram-mo. L’ esempio dei bei risultameli^ otte-nuti con metodi analoghi da Becquerelsui minerali di argento concorrono ad assi-curar l’esito della applicazione che orapropongo. Inoltre molti altri vantaggi enotabilissimi da questa innovazione ver-rebbero, poiché la mancanza di combusti-bile più non limiterebbe la quantità delprodotto ; il rame avrebbesi di una per-fetta purezza, cui mai ghigne presente-mente, e, quel che più importa, foggiatoin qualsiasi guisa meglio piacesse. Così,anche attenendosi alla massima semplicitàdi operare, si otterrebbero lamine politee brunite a lire 2,53 al chilogramma, inluogo di lire 4 che valgono quelle greggie,quali escono dai laminatoi nel commercio.Col metodo del Jacobi queste medesimelamine costerebbero invece lire 3 ,9 3 alchilogramma. La perfetta uniformità poie la minutezza ed uguaglianza della granadi queste piastre, utili a moltissimi usi cer-tamente le renderebbero, cui quelle ordi-narie non servono, come, per esempio, agliintagliatori che costretti sono pagare dalire 8 a 1 2 al chilogramma piastre indu-rite con ballitun a martello, difficili per-ciò sempre a prepararsi e di densità piùo meno uniforme, secondo la pazienza odestrezza dell’ operaio. Se poi invece chesemplici lamine si fabbricassero vasellami,Sappi. Dii. Tecn. T. XXIII.
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ornamenti di varie foggie, e simili oggettia ben più caro prezzo vendibili, chiara-mente si vede quante fonti di lucro pro-curare potrebbe la nuova arte, lasciandoancora di parlare di quella riproduzionedei rami incisi, che è il suo più nobileprodotto.
» Quantunque pienamente convinto iomi sia che il ritardo nell’ operazione vengaabbondantemente dall’ economia compen-sato, nulla ostante utile sarebbe di esperi-mentalmente indagare se forse giovasseplatinare od inargentare il rame che servedi madre, o sostituirvi qualche altro me-tallo ; fare la pila di due o più coppie an-ziché di una sola ; finalmente verificare setornasse utile e quando impiegare alcunpoco di acido, sicché I’ acceleramento, ot-tenuto fino ad un certo limite, compensas-se la spesa ; ma di queste ricerche, permolte ragioni, non ho potuto nè potreiper ora occuparmi, ed altrui pertanto leraccomando. Dimostrato avendo in qualmodo si possa scemare di quattro quintila spesa per la riduzione del rame con lagalvanoplastica, e trattando minerali greg-gi nelle miniere ottenerne rame purissimoe parecchi oggetti ad assai minor costo chequelli simili oggi in commercio non ab-biano, credo, anche a questo solo puntocondotta, abbastanza importante la cosaper non essere indegna dell’ attenzionedei dotti c degli industriosi.
» Sono di parere, che per le stesseconsiderazioni economiche, la sostituzionedel ferro allo zinco, ed in molti casi anche1’ omissione dell’ acido , giudiziosamenteadoperate, possano eziandio tornar van-taggiose anche alle altre applicazioni delgalvanismo alle arti, e specialmente perprocurarsi il più possente dei combustibilicon la decomposizione dell’ acqua, e quel-la forza motrice che di ottenerne si tenta,e che nella mancanza di economia incontraappunto il maggiore suo ostacolo. Molto5i