4oG Metallurgia.
a che vi si introducano soluzioni, e ditratto in tratto se ne tolgano le lastre dirame di conveniente grossezza, e si rin-novi la ghisa che si discioglie 5 ripostequindi le piastre generatrici l'azione ri-prende il suo ordinario andamento.
11 Per regolare il corso dei liquidi ser-batoi chiusi contengono i solfati di ramee di ferro, e comunicano col mezzo ditubi con piccoli bacini a livello costante,nei quali i tubi sfiorano il liquido.
11 II numero delle lastre di rame otte-nute è doppio di quello delle piastre ge-neratrici, e quello delle piastre di ghisa èsuperiore di una unità a quello delle pia-stre negative.
11 La ghisa di prima fusione, anche del-la peggior qualità, serve altrettanto beneche il ferro puro, ed è questo uno dei mi-glioramenti non meno importanti che di-pendono da questo metodo.
11 Le lamine ridotte alla grossezza volutapossono essere immediatamente adoperatenel commercio, prendono con facilità tuttele forme : passate solo alcune volte pellaminatoio sono ridotte in lastre delle di-mensioni commerciali, ed acquistano unadensità uguale a quella del rame ottenutocon la laminatura delle stiacciate. I rosumisi fondono e mutansi in stiacciate od inverghe.
11 Con un lavoro ben regolare si ottieneun per q/o di rame in lastre di buonaqualità, il resto precipitandosi allo statodi polvere o di frammenti. Gli inventorituttavia non calcolano di ottenere che un5 o per 0/0 di lastre, un 25 per 0/0 dirame minuto che abbisognerà soltanto dellafusione, ed un 2 5 per 0/0 che esigeràsolo un facile affinamento.
11 Si vede immediatamente quanto siagrande la differenza fra questa maniera dioperare, ed i metodi attuali. Il rame, ri-dotto con alternate torrefazioni e fusioni,allo stato di rame nero, viene assoggettato
Metallurgia
all’ affinamento che esige operai molto abi-li, e convertito in rame rosetta, poi si fon-de per essere ridotto in stiacciate, le quali,con molta spesa di caldi e di laminature, siriducono in lastre, esigendo perciò l’im-piego di molto combustibile, di manod’ opera, di forza motrice, e producendouna considerevole ossidazione : tutto ciòquasi interamente scompare nel nuovometodo.
11 Non è da confondersi questo con unaltro molto antico, conosciuto col nome dicementazione , il quale consiste nel porreentro alla soluzione del solfato di rame,della ghisa o del ferro che precipitano ilprimo metallo in islalo molto diviso emesciuto a grandi quantità di ferro per lacausa dianzi indicata. Il rame di cementa-zione così ottenuto contiene inoltre tuttele sostanze straniere provenienti dalla ghi-sa o dal ferro, di modo che per ottenernecento di rame è duopo adoperarne io 5a 200 di rame di cementazione : è pureindispensabile un affinamento simile aquello dei rami ottenuti dal rame nero.
11 E lo stesso dei metodi di Stadtbergnei quali il minerale, che contiene tutto in-sieme piriti rameose e carbonati di questometallo, viene trattato dapprima con aci-do solforico che scioglie il carbonato, poisi assoggetta al solito lavorio, mentre siraccoglie il rame dal solfato con la cemen-tazione.
11 Quando tuttavia i minerali di ramecontengono soltanto ferro e rame, ottiensifacilmente questo ultimo puro col metododi fusione onde si è parlato ; ma quandocontengono dell’antimonio l’affinamentodiviene difficilissimo, e nel caso che si vo-lesse avere il rame puro, a motivo dellaossidazione che dee subire il prodotto persepararne le ultime porzioni di antimonio,il metodo riesce tanto costoso che si ri-nunzia all’ idea di toglierlo interamente,dal che ne segue che il rame proveniente