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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Metallurgia

dai minerali antimoniferi suol essere (licattiva qualità.

» Nel nuovo metodo 1 ’ antimonio nonha alcuna influenza, poiché rimane allostato di ossido nei residui, ed il solfato dirame olteuuto non ne contiene verun in-dizio, sicché può ottenersi rame puro daminerali che coi soliti metodi darebberosoltanto un metallo impurissimo.

» Frequentemente trovansi nei falherzpiccole proporzioni di oro e di argento,non già allo stato di solfuri, come finoracredevasi, ma a quello di pepiti, comeprovarono le belle esperienze di Becque-rel sulla applicazione dei metodi galvanicialla estrazione del piombo dai suoi mine-rali ; nel caso in cui quelli che si trattas-sero col nuovo metodo contenessero unaquantità industrialmente estraibile di queipreziosi metalli, questi potrebbero sepa-rarsi con mezzi adattati.

a II. Gaultier de Claubry, convinto chein una società d’inventori ciascuno deericevere la parte delle scoperte che gli con-viene, si fa un dovere di proclamare do-versi al signor Dechaud la scoperta deinuovi metodi, non avendo egli fatto altrose non che condiuvare al perfezionamentoed allo sviluppo di questi metodi stessi, icui vantaggi non sembrano lasciar alcundubbio, e che appaiono di tal natura datrasformare compiutamente l’industria delrame.

a Terminando, riassume in poche parolele condizioni favorevoli di questo metodo.

» Ottenimento del rame puro coi mine-rali arsenilèri ed antimoniferi.

a Considerevole diminuzione nella quan-tità del combustibile ; quistione tanto im-portante per la industria, come per l’ av-venire dell’ universo.

a Ancor maggiore diminuzione nellainano d’ opera.

» Soppressione della maggior parte del-le operazioni indispensabili nel metodo or-

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dinario per la separazione del rame daisuoi minerali, dell’ affinamento e della ri-duzione in lastre.

11 Uso di apparati che agiscono da séregolarmente dal momento in cui si so-no disposti a dovere.

» Ottenimento della metà e più del ra-me in lastre allo stato di purezza, e cheabbisognano solo di una leggera lamina-tura per essere poste in commercio.

11 Facile preparazione della parte divisache si ottiene nella operazione stessa. »

Esaminando questa ben lunga descrizio-ne del metodo di Dechaud e di II. Gaul-tier de Claubry, e confrontandola conquella di chi compila questa opera ripor-tata a pag. 398, apparirà certamente aprimo aspetto quella dei chimici francesiessere particolareggiata assai più, ed aversiin essa con metodi nuovi e complicati, ri-parato ad obbietti e difficoltà, dei quali1 ’ altra non si faceva alcun carico. Nell’ in-teresse però di questo ramo stesso dellametallurgia piuttosto che altro, stimiamonecessario, come dicemmo, giustificare perquale motivo le poche indicazioni date noi184. ci fossero sembrate bastanti, ed esa-minare se le differenze del metodo daifrancesi introdotte sieno o no veri ed utilimiglioramenti.

Primieramente nulla avevasi detto sullaoperazione preliminare, vale a dire su quel-la che ha per iscopo la mutazione del sol-furo di rame in solfato, imperciocché quan-to la riguarda era già ben conosciuto datutti i metallurgisti, ed insegnato in tutti itrattati di chimica o di metallurgia; perciòerasi detto soltanto doversi conservare del-le operazioni attuali una prima torrefa-zione a fuoco assai moderato , che ridu-cesse i solfuri allo stato di solfati. Inquesta parte nulla aveavi a dire di nuovoe nulla in fatto di nuovo dicesi nella de-scrizione del metodo di Dechaud e delGaultier.