Band 
Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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^a8 Metodo

visibili all’ occhio sotto apparenza di mac-chie bianche.

(G.**M.)

METEOROLOGICO (Osservatorio).V. Osservatorio.

METEOROSCOPO. Davasi antica-mente questo noine a quegli stroinenti cheservivano ad osservare e determinare lagrandezza, la distanza od altro dei corpicelesti, una parte dei quali ponevasi fra lemeteore.

(Alberti.)

METH. Specie di bevanda russa, dettaanche kisdichi. Il modo di prepararlavenne descritto all’ articolo Bevanda delDizionario.

(G.*’M.)

METICCIO. V. Bastardo, Incrocia-mento, Imbastardimento.

METILENO. V. Idrato di metilene».

METISTICO. Specie di piante, del ge-nere piper , con cui gli isolani del mare delsud fanno bevande inebbrianti.

(Bonavilla.)

METOC1IE. Spazio fra i dentelli, os-sia quell’ ornamento a denti che si praticasotto alla cornice.

(Bonavilla.)

METODO. Il metodo o classificazioneè quella operazione dello spirito che di-spone gli oggetti nell’ ordine delle relazio-ni che la osservazione vi scopre : quin-di gli stessi oggetti possono classificarsiin differenti e innumerevoli modi.

Per dare un’ idea di quanto il metodoimporti,e per far conoscere altresì in qual-che modo le diverse classificazioni in cuivennero disposte quelle piante in numerocosì infinito che la natura presenta, e dàmoltissime delle quali tanto profitto ricava-no la agricoltura e le arti, daremo un brevecenno intorno ai principii sui quali fonda-ronsi i varii metodi dei botanici, aggiu-gnendo altresì una enumerazione brevissi-ma delle denominazioni principali da essi

Metodo

adottate, affinchè queste non riescano af-fatto nuove ai nostri lettori, i quali avran-no occasione d’ incontrarle soveute nelleopere di agricoltura, ed altresì in moltiarticoli di questa opera stessa.

In qualunque sorta di ordine o distri-buzione vengano disposti i vegetali, dietroi principii dall’ autore del metodo stabiliti,sono sempre divisi e distribuiti in classi,ordini, generi, specie e varietà. Ma, a finedi formarsi una chiara idea di detta me-lodica distribuzione in classi, ordini, ecc.,non v’ ha di meglio che raffigurarsi, colCesalpino, tutte le vegetali produzioni di-stribuite e divise come un gran corpo ditruppe. Perciò, a parere dèi citato botani-co, si dovranno in generale tutte le pianteparagonare ad un’ armata, siccome vienequesta divisa in reggimenti e questi inbattaglioni, indi in compagnie e finalmentein soldati, così le classi si paragonerannoai reggimenti, gli ordini ai battaglioni, i ge-neri alle compagnie, le specie agl’ individuiche formano le compagnie, in fine le va-rietà verranno paragonate a quelle modifi-cazioni che accidentalmente fanno differiregl’ individui tra loro. Da siffatto para-gone diverrà agevole comprendere cheper trovare il nome di una pianta inco-gnita si rende necessario in primo luogoricercare nel metodo che si adotta la classecui si dee riferire, in seguito 1’ ordine chealla medesima classe si conviene, posciail genere cui la pianta appartiene, ed intal modo progredendo, si giugnerà insensi-bilmente a trovare il nome della specieo della pianta che dapprima non si cono-sceva.

Ora due sono le strade che in diversomodo conducono al conoscimento dellepiante, 1’ una arbitraria ed artificiale, e1’ altra naturale. La prima chiamasi distri-buzione arbitraria, perchè sceglie indiffe-rentemente fra tutte le parti del vegetale,e sopra tutto fra gli organi della fruttifica-