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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Metodo

rione, un certo numero di caratteri che ser-vir devono di base all’ autore del metodo,nella stessa maniera che farebbe un natu-ralista, il quale classificare volesse gli ani-mali considerando soltanto la forma dellaloro testa, ovvero il numero delle lorozampe, senza badare ad ogni altra consi-derazione, col che farebbe un metodoartificiale. Simile arbitraria distribuzionedei vegetali viene dai botanici divisa inmetodo ed in sistema. 11 primo consistein una disposizione basata sopra principi!più o meno fissi e determinati, e da cui1’ autore può a piacere allontanarsi quan-do gli piaccia, sempre che soddisfi all’ og-getto che si prefigge. Il sistema, all’op-posto, differisce dal metodo in quanto cheè una distribuzione, un ordine gene-rale fondato sui medesimi principii, siache 1’ autore faccia uso di una sola partedella fruttificazione, sia che impieghi unpiccolo numero di parti che abbiano traloro grande analogia. Dietro ciò si vedràche Tourqefort ha stabilito un metodo,perchè primieramente fondato sulla di-stinzione degli alberi e delle erbe,in seguitosulla mancanza o presenza della corolla, efinalmente sulla diversa struttura di essa.Linneo , pel contrario, ha formato un siste-ma, perchè nella divisione delle sue classiha avuto in considerazione un solo edunico oggetto, cioè gli stami.

I metodi o sistemi vengono poi divisi inuniversali e parziali, secondo che gli autoridei medesimi si sono attenuti alla uni-versità dei vegetali o solamente ad diraparte di essi. Perciò il metodo dei muschidi Edvvigio, quello delle felci di Smith,l’altro dei funghi di Bulliard e simili, nonsono che metodi parziali. Pel contrario ilmetodo di Tournefort , di Lamork, il siste-ma di Linneo , e simili, siccome abbraccia-no tutti i vegetali, così devonsi riguardarecome generali od universali.

Quanti autori vissero da Aristotele e

M»todo /jag

Teofrasto fino a Tournefort , ed ebberoin vista di classificare le piante che cono-scevano, tutti cercarono quell’ ordine chele metteva nelle relazioni più intime. Laparola stessa di metodo figura nell’ operache il celebre nostro Porta pubblicavanel i588, col titolo Phylognomica sei <methodus, ecc. ; quindi trovasi nell’operache Ray pubblicava nel 1682. 11 celebrepolacco Zaluzianski la adoperò pure nel1592, e questo diciamo perchè molti siostinano ancora a credere il metodo natu-rale invenzione moderna ; senza noverarequanto fecero Tragus nel i 552 , Dodocnsnel i55a, Lobel, Clusio , Cesalpino, edaltri.

Però è forza confessare che il metodoprese forme più sicure, mercè gli sforzi egli studii di Gasparo Ballino, e poi quelli diGiovanni Bauino, di Morison,di Ilermann,di Rivino e d’altri. Però di quanti metodivennero suggeriti, quelli che meritano lapreferenza sopra tutti gii altri sono quellidi Tournefort, di Jussieu e di Linneo .Il primo è ammirabile per la sua grandesemplicità, chiarezza e facilità, cui aggiu-gnere si dee un altro rilevantissimo pre-gio, cioè quello di presentare intatti mollipezzi della catena naturale; ma le applica-zioni dei suoi principii non sono sempretroppo esatte, ed alcune delle sue divisionisono alquanto confuse; di più molte pian-te che dopo lui vennero scoperte mancanodi posto nel suo metodo, il che forsenon sarebbe avvenuto se fossero state dalui conosciute. In fine i suoi generi nonhanno tutta quella perfezione, che i bota-nici sono a dì nostri riusciti di dare loro.Ma, ciò non ostante, il metodo tournefor-ziano potrebbe essere più di qualunquealtro preferibile nell’ iniziamento dei gio-vani , se varie correzioni vi venisserofatte. Si potrebbero diflfatti sopprimere leultime cinque classi. Molti ordini inoltrevorrebbero essere corretti e molti aggiunti,