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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Telegrafia

caratteri, è sillabico. Si deve anche ricor-darsi che la moltiplicità dei segni non fache aumentare le difficoltà, e che si puòottenere una comunicazione rapida conun numero molto limitato. « Si può, dì->i ce il sig. Moigno, raggiungere lo stesso>; scopo con un solo segnale, purch’esso» sia ripetuto molto rapidamente, e che» le sue riproduzioni sieno aggruppate» di una maniera conveniente. »

Per meglio far comprendere il nostropensiero analizziamo la scrittura usuale,scegliendo le lettere latine majuscole. Es-se compongonsi di sei tratti differenti,vale a dire di una linea retta in quattroposizioni differenti : orizzontale, vertica-le, inclinala dalla destra verso la sinistra,o dalla sinistra verso la destra, e di unsemi-circolo aperto a destra o a sinistra.Di questi sei tratti, quattro al più entra-no al maximum nella formazione di ca-dauna lettera, nell’ M e W, per esempio.Sa frattanto si cerca quante lettere diffe-renti si potrebbero formare con questisei tratti combinati al più a quattro aquattro, si vedrà con un calcolo facile,che si otterrebbero presso a poco millecinquecento cinquantaquattro lettere dif-ferenti. Ora con venticinque lettere so-lamente il problema della comunicazionedelle idee è compiutamente risoluto.

Questo esempio mostra chiaramentecome in realtà, torni inutile il gran nu-mero dei tratti adoperati a formare lelettere di cui si compone la scrittura or-dinaria. Supponiamo in fatti di non ado-perar che due tratti, e vediamo s’ essisaranno sufficienti a produrre una scrit-tura perfetta. Questi tratti possono esserridotti alla più grande semplicità: saran-no essi, se si vuole, due punti che si« distingueranno l 1 uno dall’altro, dietro aquesta convenzione : che il primo peresempio sia sempre collocato ad una mag-gior altezza. Se per ogni lettera non siSappi. Dii,. Tecn. T. XL.

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ammette che un punto, i due punti nondaranno che due lettere ; se in ogni let-tera si ammettono uno o due punti, alledue lettere ottenute se ne aggiungerannoquattro, e si avranno in tutto sei lettere.Se tre fosse il maximum dei punti im-piegati, si avranno otto nuove lettere: intutto quattordici. Portando finalmente aquattro il maximum dei punti sì otter-ranno trentadue lettere differenti, valea dire quante presso a poco ve ne vor-rebbero per rappresentare le lettere del-1’ alfabeto e le cifre. — Osserviamo an-che che si potrebbe al secondo puntosostituire il primo, riprodotto due volledi seguito ad una piccola distanza. Sivede adunque che un solo tratto, un so-lo punto bastano pienamente alla ripro-duzione più rapida della scrittura, e chequesto solo punto di conseguenza, benadoperato,rimpiazzerebbe sovrabbondan-temente i due tratti di cui si componel’alfabeto latino . Ora ciò che un pun-to è rispetto alla scrittura, un suono

10 è rispetto alle parole ; le ripetizioni ele combinazioni di un solo suono baste-rebbero dunque egualmente per la for-mazione di una lingua completa intelli-gibile per 1’ orecchio.

Vedesi che le condizioni fondamentaliche dovrebbe soddisfare un telegrafo,dove si voglia eh’ esso sia il più semplicepossibile, sarebbero di non adoperare cheun segno, ma prodotto il più prontamen-te possibile. Perchè questo segno fosse

11 più perfetto possibile, bisognerebbeeh’ esso fosse percepito dall’ orecchio.

Dei telegrafi luminosi.

I telegrafi luminosi chiamati a suppli-re, durante la notte, alle funzioni dei te-legrafi aerei di cui abbiamo parlato, nonhanno avuto fino ad ora un grande suc-cesso. 11 signor Chappe e i suoi fratelli

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