64 Telegrafia
manico articolato nell’estremità congiun-ta coll’ asse, e si porla la punta con cuitermina nel foro corrispondente alla let-tera che si deve scrivere, e si fa così ruo-tare il disco lino che il manubrio in-contri il pezzo d’ arresto, destinato adottenere in un modo sicuro la pausa chedistingue la lettera scritta. Vi sono, perultimo, intorno al disco e stabilmentefissate sulla tavola, tre appendici metal-liche , le quali consistono in tre molled 1 ottone che vengono in contatto del-1’ orlo, e che vi stanno premute da unaforte molla d’ acciaio. Queste molle diottone comunicano respettivamente permezzo di fili metallici col polo posi-tivo della pila, col filo telegrafico dellalinea e colla macchina a segnali, o collasoneria. Una di queste molle, che è quel-la in comunicazione col filo della linea,tocca la striscia metallica continua del-l’orlo ; le altre due molle sono applicalecontro quella metà dell’orlo, che è inter-polatamente di legno e di metallo, e so-no disposte in modo, che mentre unatocca un dente metallico, l’altra è incontatto dello spazio lascialo iu legno.Allorché il manipolatore è sul punto diriposo e quindi col manubrio sul segnomeno, la molla che comunica colla mac-china telegrafica tocca il dente di metallo■ del manipolatore, di maniera che vi ècomunicazione fra la molla, il filo dellalinea e la macchina. In tanto la terzamolla, quella cioè che per mezzo di unfilo comunica col polo positivo della pi-la, preme sull’ intervallo di legno, ed èquindi isolata. E assai.facile d’intenderecome, facendo ruotare il disco del mani-polatore, la comunicazione fra il filo del-la linea e quello della macchina a segnali,venga ad essere ora tolta, ora ristabilitasuccessivamente, e come altrettanto av-venga fra lo stesso filo della linea e ilpolo positivo della pila ; colla differenza
Telegrafia
che quando esiste la prima comunicazio-ne manca la seconda, e viceversa.
Si possono ottenere, in un tempo an-che piu breve di quello che occorre neldescritto manipolatore, le interruzioni ei passaggi successivi della corrente, senzafare i due movimenti già descritti, quel-lo cioè di mettere la punta del manubrionel foro della lettera che si deve marca-re, e indi far ruotare il disco sino al suorincontro col pezzo d’ arresto. A questofine i passaggi e le interruzioni si pro-ducono per mezzo di una ruota dentatala quale è portata dall’ asse unito al ma-nubrio, e i di cui denti vengono ad ur-tare una molla, e così a stabilire la co-municazione : il disco su cui sono incisele lettere è fisso. Con questo sistema dimanipolatore viene diminuito all’ incircadi metà il tempo della trasmissione deisegnali, poiché nel portarsi che fa il .ma-nubrio dal punto di riposo alla letterada marcarsi, avvengono contemporanea-mente i passaggi e la interruzioni dellacorrente, e quindi i segnali.
Alcuni di questi manipolatori, di unapiù recente costruzione, sono in attività daalcuni mesi sulle linee della Toscana conun ottimo risultato. La celerità della tras-missione dei segnali con questi manipo-jlatori è grandissima, e può dirsi che non■ha altro limite che quello di cui parlere-Jmo in breve, e che dipende dal temponecessario perche le oscillazioni‘dell’ àn-cora nella macchina a. segnali possanosuccedersi colla richiesta regolarità.
Il telegrafo a quadrante, o la macchinaa seguali propriamente detta, consisteesternamente in una cassetta quadra dilegno, che in una delle sue laccie ver-delli porta un’apertura circolare chiusada un cristallo, di dietro al quale sta laimostra del telegrafo, cioè un quadrante'di metallo colle lettere e gli altri segnalidistintamente incisi, e sopra citi si muove