Telegrafia
di aver due fili e due distinte macchinea quadranti e due impiegati, di quelloche la macchina a due galvanometi i.
Stimiamo poi che la distinzione usalain Austria di segnale lungo e corto nonporti aumento di velocità di trasmissio-ne, e possa essere sorgente d’ errori e diripetizioni frequenti di dispacci.
Come conseguenza del suddetto van-taggio delle macchine toscane, 1’ errorecommesso nella trasmissione del dispac-cio, è subito riconosciuto, e non è neces-sario di aspettarne la fine, come per al-tre macchine, onde richiederne la cor-rezione
Oltre di che, per rendere più sollecitala trasmissione dei dispacci colle mac-chine toscane, si usano molte abbreviatu-re, lo che difficilmente può farsi dallemacchine inglesi, colle quali le abbrevia-ture renderebbero anche più lunga e dif-ficile la traduzione dei dispacci.
I Toscani aggiunsero sullo stesso qua-drante delle macchine due altri quadran-ti, l’uno esterno per le cifre numeriche,e 1’ altro interno contenente gli articoli ei segnacasi, e alcune delle più frequentipreposizioni.
L aggiunta di questi nuovi quadrantinon ha introdotto alcun errore nella pra-tica del servizio, perchè, qualora si usi ilquadrante a numeri, un segno di con-venzione dato in precedenza indica que-sto caso, e perchè per l’altro quadrante,o il senso del dispaccio troppo chiara-mente indica se si fa uso del medesimo,o essendovi qualche dubbio, 1’ impiegatoscrive sempre la lettera corrispondentedel quadrante principale, e allorquandotrascrive il dispaccio riconosce dal senso 11 articolo che si è voluto indicare.
Coll’ uso dei due suddetti quadranti edelle abbreviazioni, non esiliamo ad asse-rire che, ammessa la necessaria diligenzae capacità negl’ impiegati, si ottiene col-
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le macchine adottate in Toscana un au-mento di velocità almeno di un quartosul termine sopra assegnato.
Persistiamo, in conseguenza delle cosedette, a ritenere l’uso delle macchine te-legrafiche a quadrante, come risponden-ti sotto tutti i rapporti allo scopo che sivuol ottenere, cioè a quello di trasmet-tere i dispacci colla necessaria prontezzae regolarità.
Ad ottenere però questo buon risul-tato colle dette macchine, devono esserenecessariamente soddisfatte alcune con-dizioni, per F intelligenza delle quali da-remo succintamente la descrizione del-le medesime, della loro maniera d’agi-re, e della loro disposinone negli uffiziistessi. i
Dicesi manipolatore la macchina concui si scrive , che ha quindi per og-getto la trasmissione dei segnali. Con-siste il manipolatore in un disco di le-gno, di cui 1’ orlo, per la metà dell’ al-tezza, è coperto da una striscia continuadi ottone, essendo 1’ altra metà divisa inun certo numero di parti eguali, quantesono le lettere scritte sul quadrante del-la macchina a segnali ; queste divisionisono interpolatamente lasciate in legno, oricoperte di una striscia metallica comu-nicante colla striscia metallica continua.Sulla faccia superiore di questo disco epresso F orlo, sono incise le lettere intante caselle corrispondenti ai mezzi del-le divisioni in legno e metallo dell’ orlostesso, o già descritte ; di contro ad ognilettera evvi un foro sufficientemente pro-fondo. Il disco è mobile intorno ad unasse fissato sopra la tavola inferiore sul-la quale riposa tutta la macchina : que-st’asse, che è un cilindro vuoto, con-tiene un secondo asse conico, che è quel-lo del manubrio, per mezzo del qualesi fa ruotare il disco. A questo fine sisolleva il manubrio per mezzo del suo