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Tomo LIV. [Supplemento.]
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126 TELEGRAFIA

Entriamo nelle particolarità di questacostruzione; noi la troveremo tanto sem-plice quanto il principio di cui essa nonè che una deduzione. Infatti essa com-ponesi unicamente di una barra di ferropiana fissa tra i raili sopra isolatori interra cotta, qualche contimetro sopra ilsuolo. Uno sdrucciolo (glissoir) fisso alvaggone occupalo dal conduttore del con-voglio stabilisce una comunicazione per-manente fra la barra e l’apparato telegra-fico che è collocato nello stesso vaggone,mentre la comunicazione di questo appa-rato col suolo si opera per via della saladella carrozza, le ruote, ed i radi (i).

La sezione della barra essendo deter-minata, e messa in rapporto colla lun-ghezza della strada ferrata, il numeromaximum degli Uffizii telegrafici e deiconvogli che possono trovarsi simulta-neamente su questa via, e con le dimen-sioni dell’ elettro-motore, avverrà che lacorrente totale che parte dalla batteriagalvanica, non incontrerà altra resistenzaesteriore oltre quella dell’ apparato dacui parte il dispaccio, più una frazionedi questa resistenza, che sarà indicatadall’ unità divisa pel numero degli altriapparati che si trovano su questa mede-sima linea.

Le figure che qui alleghiamo servi-ranno del resto a rendere perfettamentechiara una delle disposizioni che si puòadottare, sia per 1’ accomodamento dellabarra di linea, sia per la forma dellosdrucciolo (glissoir).

Nella fig. i, Tav. CLIX delle Artimeccaniche, A rappresenta la locomo-tiva ; B il suo tender ; e C il vaggone del

(i) Si vede da ciò e facilmente che questosistema a tutti gli vantaggi ch’esso presenta,unisce anche quello di una grande economia.Infatti la spesa per ogui chilometro non ar-riva alla eitra di 4oo franchi. I.e spese di ma-nutenzione sono quasi, nulle.

Telegrafia

capo del convoglio e dell’Ufficio di posta.Quest’ultimo vaggone è diviso in due par-ti, di cui l’una, l’anteriore D, è destinalaal telegrafo mentre 1’ altra E, è tiservalaalla cancelleria della posta ; come si puògiudicare dalla fig. 2 , dove le stesse let-tere indicano le stesse cose.

E F, è un pezzo di ferro riposante, amezzo di due cuscinetti, sulle sale delvaggone. Esso porta due bracci K e liche servono di guida ad un pezzo di le-gno incatramato L L'. La fig. 2 lo rap-presenta in sezione longitudinale, la figu-ra 3 in piano, e la fig. 4 in sezione tras-versale. Questo pezzo che può montaree discendere guidato dalle braccia li eR, è trattenuto dalle due leve inzanca-te i e z che sono unite insieme dal re-golo m m, in maniera che ogni movimen-to della manivella H fa montare o di-scendere parallelamente a sè stesso ilpezzo L L', e permette così di metterea volontà le quattro molle r, r, r, r incontatto colla barra n, n, che fissata su-gl’ isolatori o, o o" o" o" rappresentala parte di linea telegrafica.

Le quattro molle r sono unite da unalama metallica che mette capo, pel con-duttore x, fig. 2 , al telegrafo T fissocontro la parete della camera D. La co-municazione di questo medesimo telegra-fo col suolo, si stabilisce a mezzo delconduttore y, che viene ad appoggiarsitanto sul pezzo E F, quanto sulle saledel vaggone.

P V, P' V', fig. i, 2 , e 4, sono tubiporta-voce in gutta-perca, che si vedonosospesi alla parete anteriore del vaggone,fig. 4) fissi sul tender B, fig. i, e chepermettono al conduttore collocato in D,di trasmettere i suoi ordini al meccanicocollocato in R, senza che nè 1’ uno, neI’ altro abbiano bisogno d’incomodarsi.

S, figura 2 è una pila galvanica o r 'dinaria.