Telegrafia
gione inversa della sezione del filo con-duttore.
Si comprende quindi che fra duestazioni si può stabilire un filo di li-nea su tutta la lunghezza del qualel’intensità della corrente sarà la stessa,avendo subito le leggi che abbiamo indi-cato ; ma del pari, date queste condizio-ni, la corrente avrà, a cose d’ altrondeeguali, una intensità costante, e sarà daallora possibile d’impiegare la sua azio-ne alla produzione regolare dei fenomenielettro-magnetici, i quali, come abbiamodetto, servono di segnali telegrafici.
Si vede da ciò che il filo di linea or-dinario non potrebbe più essere adope-rato efficacemente nel caso in cui, met-tendo un apparato telegrafico sopra unconvoglio in viaggio , si stabilisse unacomunicazione permanente fra questo ap-parato e il filo della linea, per la ragioneche la derivazione occasionata nella cor-rente elettrica dalla presenza di un ap-parato telegrafico ( derivazione la cui re-sistenza è inversamente proporzionalealla somma delle resistenze del filo di li-nea e dell’ apparato ) varierebbe costan-temente con la posizione del convogliosulla strada eh’ esso percorre, e che perconseguenza non sarebbe possibile distabilire una trasmissione regolare di di-spacci fra i convogli che viaggiano e lestazioni, ed a più forte ragione fra molticonvogli situati a una distanza gli unidagli altri costantemente variabile. Eglie precisamente contro queste difficoltàurtarono i progetti dei sigg. Du
che
Moncel, Tyer, Guyard, De Castro, A-chard, ecc.
Ma se noi sostituiamo il filo di lineaordinaria con una barra a grande sezio-ne, come ciò ha luogo nel telegrafo dellelocomotive, vediamo ciò che è per ar-rivare.
La derivazione, come abbiamo già
Teleorafia n5
detto, è inversamente proporzionale al-la somma delle resistenze del filo di li-nea e dell’ apparato telegrafico, vale adire eh’ essa aumenta a mano a manoche la resistenza diminuisce ; di manieraeh’ essa diventa un maximum quandola resistenza è minimum, e viceversa.Se dunque noi rendiamo la resistenzadel conduttore nulla o quasi nulla, au-mentando la sua sezione, noi rendere-mo questa derivazione inversamente pro-porzionale quasi unicamente alla resi-stenza dell’ apparato telegrafico, e perciò stesso noi la rendiamo costante : loche ci permette quindi d’impiegarla ef-ficacemente nelle funzioni telegrafiche.
E su questo principio così semplice,e così importante ad un tempo, che ri-posa tutta la teoria della costruzione deltelegrafo delle locomotive ; teoria allaquale 1’ esperienza è venuta a dare unacosì brillante conferma (i).
(i) li Governo Sardo ha già attuato ilsistema del telegrafo delle locomotive sullastrada di ferro da 'l'orino a Genova fino aTruflarello, vale a dire sopra una lunghezzadi 16 chilometri.
11 i5 maggio del decorso anno i855 ebbeluogo la prima esperienza in presenza dei mi-nistri di S. M., degli ambasciatori ili l 1 ranciae d’Inghilterra, e di pareccchie notabilitàscientifiche. I Dispacci furono trasmessi collapiù grande facilità e precisione sopra tutti ipunti della linea, fra un convoglio in viaggioe le stazioni; poscia fra due convogli lutti edue correndo a grandi velocità, nello stessosenso od in senso contrario. Molle esperienzefurono ripetute, e sempre collo stesso successo.Finalmente in una esperienza fatta in presen-za delle I,. b. M. M. il Re di Sardegna e diPortogallo , dei Duchi di Brabanie e di Opor-lo, non meno che della corte di Torino , S. M.il Re di Sardegna ha ricevuto durante il suotragitto, la trasmissione di un Dispaccio di-retto ad essa, e proveniente da Triesie.
Dietro a questi risultamenli, il GovernoSardo deliberò ordinare la costruzione di untelegrafo delle locomotive fra Busalla e Pon-tedecimo per il servizio dei convogli sul pia-no inclinato dei Giovi.