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Tomo LIV. [Supplemento.]
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l4o TeI.EGRAFIA

cangiamenti delle declinazioni degli aghiin direzione opposta, i quali di più pos-sono conservarsi deviati ne’ due circuiticon gradi diversi, come accade ancoranel caso che 1’ uno sia indipendente dal-1’ altro.

» Di quest’ ultimo fatto si può rende-re ragione dicendo, che o tutte e due leopposte correnti passino senza perturba-mento sensibile, attraverso il filo comune,o che ne passi soltanto la differenza lo-ro, in ragione della differenza delle duecorrenti nel loro punto d’incontro.

» La qual risposta varrebbe nella sup-posizione che l’incontro delle due cor-renti accadesse nel medesimo luogo ; manon nell’ ipotesi che il loro incontro ac-cadesse in punti distinti, o in ranghimolecolari distinti dal medesimo filo co-mune, come io penso, e come ancora su-periormente ho detto in risposta alla dot-trina del Nobili.

» Ma è egli poi vero, che attraverso ilfilo comune passi la sola differenza, comefu da qualche fisico scritto ? No, certa-mente, come 1’ esperienza mi ha costan-temente dimostrato.

» Delle numerose mie investigazioni,io mi limiterò a riferire i seguenti risul-tamenti, siccome quelli che furono più, epiù volte ripetuti con effetti uniformi ecostanti.

» Disposto 11 mio telaio, come è rappre-sentato nell’annessa fig.“, che è la 4 dellaTavola colla disposizione diversa degli ap-parati elettromotori e Coll’ aggiunta degliaghi in L e T, mi sono assicurato che le de-viazioni degli aghi, per una stessa cor-rente, fossero precisamente di un ugualnumero di gradi. Io chiusi il circolo in O,ed in AG, con un elemento alla Bunsenda ciascuna parte, l’uno de’quali ho po-tuto mantenere costante per tutto l’in-

Telegrafia

tervallo delle mie esperienze, mentre l'al-tro successivamente resi più attivo col-1’ aggiunta di alcune gocciole d 1 acquaacidulata con acido solforico, che, me-diante un cannellino di vetro, potevaversare nel vaso deHo zinco. In ciascunesperimento aspettai sempre che gli agilisi fossero ridotti immobili, e con una leg-giera scosserella cercai di vincere lo statod’inerzia, onde avessero ad obbedire an-che alle più piccole variazioni dell’ener-gia della pila.

» Ridotto l’apparato in tali condizioni,io diedi incominciamento a’ miei espe-rimenti.

» Colla pila 0, gli aghi in S ed L de-viarono di 12°, 3o .-

» Colla pila in AG, gli aghi in R e Tdeviarono di 18°.

v La declinazione in Q fu di 14° gra-di occidentale.

» La declinazione adunque dedottanon avrebbe dovuto essere che di 5°,3o,mentre la declinazione osservata fu di i(j°

» Ridotta 1’ azione della pila in 0 co-stante colle declinazioni in S ed L di n°,portai quella della pila in AG a 20° ; ladeclinazione occidentale dell’ago in Q siportò a i5°.

» La declinazione dedotta avrebbe do-vuto essere di 8°, e 1’ osservata fu di i5 .

a Colla pila in O, conservate costan-ti le declinazioni degli aghi in S ed bdi i2°, ed accresciuta 1’ energia della pi-la AG, da avere dagli aghi R, T la de-clinazione di 24°, la declinazione occi-dentale dell’ago in Q si portò a 2o°, ladeclinazione dedotta avrebbe dovuto es-sere di 12°, ed in quella vece la declina-zione osservata fu di 20° occidentale.

» Nel seguente prospetto, io presentola serie di dodici osservazioni.