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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Telegrafia.

i>a, le quali non possono mai coesisterenel medesimo luogol

w Ma la mia dottrina non ammette la coe-sistenza nel medesimo luogo di due op-poste correnti, come di sopra ho dichia-rato, ma la coesistenza di due oppostecorrenti in parti distinte del medesimofilo. E le esperienze stesse del Nobili,fatte in seno de’liquidi, non valgono perveruna guisa ad abbattere i miei esperi-menti, siccome quelli che sono istituitiin condizioni essenzialmente diverse. Eil Nobili stesso non fu pienamente sod-disfatto delle fatte ricerche, volendo purea tempo migliore ritornare sullo stessoargomento.

» Se io dovessi, per susseguenti risul-tamenti, abbandonare la dottrina del si-multaneo passaggio delle opposte correntisul filo comune ai due circuiti, direi chenel caso di correnti uguali ed opposte, ilfilo comune non si ritrova in istato na-turale, ma in una condizione elettro-statica ,• che verrebbe a stabilire il fon-damento del fatto della doppia corrispon-denza, o della corrispondenza multiplaattraverso un filo comune a’ più circuitichiusi. Il filo comune potrebb’essere orail conduttore della minore, ed ora dellamaggiore resistenza.

v Concetto che io applicai alla costru-zione del mio telegrafo a doppia corris-pondenza con un solo filo comunicantecolla terra.

” Ma coll’uso dei telegrafi alla Morse ,m non poteva esplorare l’esistenza dellecorrenti derivate, dalle quali avrei po-talo trarre qualche nuovo argomento cheavesse a spargere della luce sulla discus-sa questione intorno alla contemporaneitàdel passaggio delle opposte correnti so-P la uno stesso filo.

” A questo scopo ho costrutto il miotelaio, che ho descritto nella mia primaMemoria.

Telegrafia i59

» Io non ripeterò qui i miei esperi-menti, che feci coll’ uso degli scandaglimagnetici, e le deduzioni che ne trassi.Solo osserverò, che taluno potrebbe op-pormi, che i fatti osservati sono fenomenidi casi speciali, che potrebbero ricevereuna spiegazione diversa da quella cheloro diedi ; e che perciò le illazioni chene trassi non sono necessarie o rigorosa-mente legittime.

» Sia pure anche tutto questo dato enon concesso per vero ; è però un fallocostante, che non ammette eccezione, chei quattro aghi magnetici sottoposti ai filidei due circuiti non conservano precisa-mente la loro deviazione, allorché si to-glie o si restituisce la comunicazione deidue circuiti col filo comune.

» Allorché 1’ ago sottoposto al filo co-mune, è a zero gradi, all’ atto della in-terruzione, tutti e quattro gli aghi. di-minuiscono la loro deviazione, e aH’attodello ristabilimento della comunicazione,lutti e quattro gli aghi accrescono la lorodeviazione. Il filo comune adunque nonpuò essere in questo caso in Istato na-turale.

» Non accade così, allorché l’ago sot-toposto al filo comune ha una declina-zione occidentale od orientale. Allo ri-stabilirsi della comunicazione dei duecircuiti col filo comune, aumenta la de-clinazione di quegli aghi, che apparten-gono a quel circuito, 1’ elettromotore delquale fa prevalere la declinazione dell’agosottoposto al filo comune ; e per contra-rio, diminuisce la declinazione di quegliaghi che sono sottoposti all’influenza del-f elettromotore dell’ altro circuito. I fe-nomeni succedono inversamente, all’attoche s’interrompe la comunicazione delfilo comune coi due circuiti.

» Il filo comune adunque esercita unainfluenza sulla distribuzione dell’elettricone’ due circuiti, come è dimostrato dai