Tempehatuba
In quanto alla temperatura degli es-seri organizzati, egli è evidente chequesti devono, fino ad un certo punto,obbedire alle leggi generali del calorico,cosi come tutti gli altri corpi della natu-ra, e tendere a mettersi in equilibrio ditemperatura coi mezzi nei quali si tro-vano collocati. Ma questa tendenza sitrova rallentata, ed anche qualche voltaimpedita da cause inerenti alla loro or-ganizzazione fisiologica. Questa tempe-ratura costante o variabile degli animali,è una delle loro proprietà la più note-vole, e serve a caratterizzare le principalidivisioni del regno animale.
Così gli animali a sangue caldo, glianimali vernerecci, oflrono una tempe-ratura, meno alcune varietà, la stessa daper tutto, indispensabile alla loro esisten-za, e eh’ essi conservano abitualmente,anche in mezzo alle cause più proprie afarla variare.
Tuttavia vi hanno dei limiti al di làdei quali le forze della loro organizzazio-ne divengono insufficienti, e reclamanoP uso di soccorsi stranieri per mantenerequesta uniformità. Questi limiti non sonofissi e dipendono da molte cause che lifanno variare. Citiamo in proposito alcu-ni casi di calore e di freddo eccessivisopportati dall’ uomo. A. Pondichery, aBassora , al Senegai, il termometro puòarrivare fino a 45 + o, e secondo i dot-ti della spedizione di Egitto lo stessostrumento esposto al spie, si è innalzatofino a 70 ° + o a Philbe. Da un altrolato, i capitani Parry e Franklin c’ inse-gnano che durante il loro viaggio nel-l’oceano glaciale, il termometro si è ab-bassato nel 1819 fino a 5 o° — o ; loche dà una scala totale di 120 gradi,vale a dire oltrepassante di un quintoquella compresa fra la congelazione e l’e-bullizione dell’ acqua. Gli animali a san-gue freddo sviluppano, in generale, mol-
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to meno calore dei precedenti, e nonhanno altrimenti una temperatura fissa epartecipante più o meno a quella del mez-zo che li circonda ; essi possono, senzacessar di vivere, ma perdendo solamentedelle loro attività, trovarsi soggetti ad unraffreddamento più grande, e sopra lut-to più prolungato di quello al quale l'e-sistono gli animali a sangue caldo. Pressoquesti ultimi, la respirazione, e la circo-lazione sembrano essere la sorgente es-clusiva del calore ; presso gli altri lestesse funzioni rappresentano ancora unagran parte, ma la loro influenza non èpiù cosi immediata e così necessaria,mentre in certe circostanze si vedono in-tieramente sospese, durante un tempopiù o meno lungo, per riprendere in se-guito tutta la loro energia. La loro tem-peratura si trova dunque possentementeinfluenzata da quella dei mezzi nei qualiessi vivono.
I vegetabili hanno essi una tempera-tura che sia loro propria? Quest’opinio-ne già negata dagli uni, ammessa daglialtri, non potrebbe essere più respintadai fisici dei nostri giorni. Citiamo a que-sto proposito i lavori dei sigg. Dutrochet,Becquerel, Turpin, ecc., ecc.
Temperatura dei climi.
La presenza del sole sull’ orizzonte,e la sua posizione rispetto all’ equatore,sono due circostanze che modificano, sen-za dubbio, la densità dell’ aria. La den-sità degli strati atmosferici in un luogoqualunque decresce generalmente a mi-sura che si allontanano dalla superficiedella terra, ed è lo stesso della tempera-tura. Le osservazioni di questo genere,per esser utili alla scienza meteorologica,devono esser fatte in gran numero, edaggruppate di modo da procacciare deirisultamenti paragonabili tali sono quel-