Band 
Tomo LIV. [Supplemento.]
Seite
156
JPEG-Download
 

i56 Temperatura

me la forza di attrazione, che tiene lemolecole dei corpi incatenate le une allealtre decresce rapidamente, a misura chela distanza che le separa aumenta ; devenecessariamente esservi per ogni corpoche si scalda un limite dove l’azioneespansiva del calorico diventando pre-ponderante, lo sforza a cangiare di statoe lo converte di solido in liquido, od an-che lo sforza a partecipare della naturafluida dell’ agente che lo penetra. Ma os-serviamo che questa trasformazione nonsi opera istantaneamente tosto che i cor-pi hanno raggiunto una temperatura da-ta, e variabile per cadauno di essi ; ilfenomeno non ha luogo che per gradi,ed a misura soltanto che delle nuovequantità di calorico, sotto forma latentevengono, in certo modo, a combinarsi coicorpi di cui esse cangiano lo stato, senzamodificare la temperatura.

Senza pretendere di nulla decidereintorno alla temperatura primitiva delnostro globo, senza esaminare d’ avvan-taggio se lo stato attuale delle cose sia onon sia il risultamento di un equilibriodefinitivamente stabilito, ma arrestandociunicamente ai fatti, egli è positivamentedimostrato che la terra gode di una tem-peratura propria, che va sempre aumen-tando, a misura che si si allontana dallasua superficie, per penetrare nel suo in-terno, e ciò in una progressione di pres-so a poco un grado per ogni trenta metri.Viene quindi, fra le cause calorifiche delnostro globo, l’azione del sole, la piùpotente, e la più costante di quelle chele sono esteriori. Ma quest’azione è estre-mamente variabile : da ciò i cangiamen-ti periodici che provano le temperaturedella superficie terrestre.

Si troverà nei due movimenti di que-sto pianeta quello di rotazione, e quellodi transazione, tutti gli elementi die-tro i quali deve calcolarsi 1’ energia del-

Temperatura

l’influenza esercitata sotto questo rap-porto dall’ astro da cui riceviamo la lucee il calore.

Altre cause locali, permanenti o pas-saggere, vengono ancora o modificare pernoi la distribuzione primitiva del calore ;citiamo in primo luogo 1’ elevazione deiluoghi al di sopra del livello dell’Oceano,il rapporto esistente fra le parti solide ele parti liquide del globo, l’inclinazionedel sole, la sua natura e lo stato abitualedella sua superficie, la direzione ordina-ria dei venti, la loro intensità, egualmenteche lo stato di siccità, o di umidità.

La temperatura media di un luogosi valuta prendendo il termine medio frail massimo ed il minimo dell’ altezza ter-mometrica durante il corso dell’anno, etenendo conto della durata di ogni tem-peratura. Così noi sommeremo le tem-perature medie diurne, noi le divideremopel numero dei giorni dell’ anno : Io chedarà sul nostro emisfero, per esempio,una media rappresentata dal mese di ot-tobre. Ma il calore distribuito in ognicontrada alla superficie della terra, va-riando molto da un anno all’ altro, con-verrà abbracciare un gran numero d’an-ui per fare delle comparazioni fra i piòfreddi e i più caldi.

Quando trattasi di valutare la tem-peratura media di un anno, non bastail poter indicare compiutamente la di-stribuzione del calore nei differenti puntidel globo, bisogna ancora considerare letemperature estreme d’ ogni distretto, eparagonarle fra loro.

Queste comparazioni sono della pi»alta importanza, in agricoltura sopra tut-to, dov’ esse insegnano l’acclimatizzazio-ne e la riuscita di un tal vegetabile in undato luogo piuttosto che in un altro.La temperatura dell’atmosfera segue unaprogressione inversa a quella della terra,e diminuisce a misura che si s’innalza.