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boniferi, il suolo si formava di già sottole medesime condizioni. I terreni pri-marii superiori sono composti degli stessimateriali dei terreni carboniferi seconda-rii ; essi racchiudono degli avanzi di ani-mali marini (polipai, molluschi, pesci) edegli avanzi di vegetabili terrestri ; mainsensibilmente i caratteri dei depositisedimentarli di aggregazione si celano, ifossili spariscono, il talco, la mica, ilfeldspato, che caratterizzano le roccie diorigine ignea, si associano, si legano colleroccie calcari, argillose e arenacee, di cuiesse seguono la stratificazione ; il miscu-glio dei depositi stratificati e dei depositimassicci , iniettati ed espansi, diventasempre più intimo, ed arriva al punto incui è impossibile di distinguere le forma-zioni ignee dalle formazioni nettuniane ;si acquista anche per l 1 osservazione laprova che i più antichi terreni non sonocomposti che di formazioni ignee. Que-sto risultamento inoltre è d’accordo col-le conseguenze dell’ ipotesi adottata ilpiù generalmente per ispiegare la forma-zione del suolo.
In fatti, nella supposizione fondata so-pra un gran numero di fatti e di consi-derazioni, che il globo terrestre fu origi-nariamente ed è ancora ad una certa di-stanza dalla superficie in uno stato difluidità ignea, il suolo primitivo sarebbesolamente la prima incrostazione che ilraffreddamento e l’ossidazione avrebberoprodotto intorno alla massa planetariaincandescente ; 1’ esistenza delle rocciefeldspatiche granitoidi sotto tutte le altreroccie ha potuto far ammettere senzainconveniente che queste roccie costitui-scono il suolo veracemente primitivo ofondamentale. Sarebbero dunque questeroccie formate sul sito per la coagulazio-ne della materia planetaria stessa, cheavrebbero prodotto le pareti dei primibacini nei quali le acque non hanno po-
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luto raccogliersi che più tardi. Le primeacque condensate e mantenute allo statoliquido per il peso immenso di un’at-mosfera che in sè stessa conteneva unagrande quantità di acque nello stato divapore, hanno potuto possedere una tem-peratura molto elevata. Sarebbe dunquein queste acque calde e sopra questi fon-di incandescenti ancora inabitati ed ina-bitabili che le prime formazioni nettu-niane avrebbero avuto luogo. Egli è bennaturale di pensare che formate a spesedel primo suolo spezzato, triturato, leroccie che le prime formazioni acquosecontenevano, dovevano essere della naturamineralogica del suolo infocato primitivo.
Il primo inviluppo solido, paragona-bile fino ad un certo punto agli ammassidi scorie che si vedono fluttuare sopraun bagno di materia fusa, ha dovuto es-sere tanto più facilmente fesso, spaccatoè dislocato, in quanto il suo spessoreera piccolo ; le materie soggiacenti anco-ra fluide, analoghe per la loro composi-zione a quelle precedentemente indurite,si sono aperto un adito a traverso dinumerose fenditure, prima quasi conti-nuamente, in ragione della poca resisten-za ch’elleno incoutravano, ma in seguitopiù raramente e ad intervalli più lunghi,cjuando derivando da punti più lontanidella prima superficie, il peso delle mas-se eh’ esse avevano a sollevare diventavapiù considerevole ; nei primi momentisopra tutto, queste materie sortendo indifferenti stati dal di sotto del suolo pri-mitivo , si sono associate ai sedimentiche si formavano per la via acquosa ; es-se hanno penetrato e modificato questi',esse si sono espanse al di sopra di quelliper essere ricoperte e modificate alla lo-ro volta da nuovi sedimenti , ecc. Daquest’ azione simultanea e continua deifenomeni dovuti a cause differenti, dalpredominio dell’ azione plutonica nel-