Terreni
le prime età, dalla rassomiglianza degliavanzi rimescolati dalle prime acque coimateriali di origine ignea, hanno dovutorisultare dei prodotti misti nei quali icaratteri proprii all’ una od all’ altra ori-gine sono confusi. Tutte queste conse-guenze dell’ ipotesi sono d’ accordo col-l’esperienza , le formazioni ignee e leformazioni acquose, già si distinte neiterreni primarii superiori, quanto lo so-no, per dir così, al giorno d’oggi, rimon-tano come due diramazioni ad una speciedi tronco comune ; fra gli schisti argillo-si che alternano colle più antiche cal-carie, colle trilobiti e colle spirifere e checontengono esse medesime dei fossili, e lefilladi morbide talcose, non si notanoche delle varietà insensibili, ed allo stes-so modo si passa dalle filladi ai diversisteaschisti, e finalmente ai gneiss, che silegano talmente ai veri graniti, che nel-l’osservazione non si sa come tracciareun limite fra queste ultime roccie. Gli ècosì che quando noi vogliamo assogget-tare le opere del Creatore alle nostredivisioni metodiche, per cercare di farcomprendere agli altri ciò che 1’ osserva-zione e la riflessione ci hanno rivelato,noi siamo sempre forzati ad aver ricorsoa delle convenzioni più o meno arbitra-rie, per stabilire un punto di partenza.Gli è in questo senso che le roccie digneiss ci sembrano poter essere conside-rate come il legame comune che riuniscei due grandi ordini di formazione igneaed acquosa. Una volta adottata questaipotesi noi passiamo senza difficoltà dauna parte dal gneiss ai graniti, da questiai porfidi, alle trachiti, ai basalti ed allelave dei vulcani attuali senza interruzio-ne ; da un altro lato, il gneiss ci conduceanche naturalmente pei micaschisti, i Ma-schisti, le filladi, gli schisti, le argille, lemarne, alle meline che depositano le no-stre acque.
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Ciò che viene a rendere ancora piùdifficile la classificazione dei terreni pri-marii tra loro si è, e che l'osservazione di-mostra, che a tutte le epoche l’azione piùo meno diretta delle roccie ignee ha po-tuto modificare le roccie acquose in ma-niera da dar loro i caratteri di quelle deipiù antichi terreni. Ciò è quanto si ap-pella il metamorfismo delle roccie •, cosìi caratteri mineralogici senza le sovrap-posizioni non possono indicare se certeparti del suolo appartengano realmenteai terreni primarii, ovvero non sieno cheterreni più recenti modificali ; tuttavia,in mezzo ad incertezze di cui le nuoveosservazioni vengono ogni giorno ad au-mentare il numero, si può riconoscerenei terreni primarii noti tre gruppi asesai distinti per il predominio di cert-roccie e per alcuni caratteri generali ;così le roccie cristalline, nelle quali ilfeldspato e la mica sono gli clementi es-senziali ( i gneiss e i micaschisti ) predo-minano nel più antico gruppo che nonracchiude altrimenti dei fossili;nel rangodi mezzo sono le roccie talcose (gli stea-schisli, le filladi, le ardesie) che alternanocoi quarziti ed alcune calcarie, mentreche nel gruppo supcriore le calcarie con-chilifere diventano assai possenti, e so-no associate agli schisti argillosi ed aiveri gres, in mezzo ai quali si veggonodegli ammassi o degli strati di carbone(antracite ). Queste differenze, così di-stinte quando si paragonino tra loro icentri dei tre gruppi, spariscono grada-tamente quando da un gruppo si si ac-costa ad un altro.
Gli è nelle fenditure a filoni da cuisono attraversati i terreni primarii, èprincipalmente nelle roccie di formazio-ne ignea che ne fanno parte, che incon-trasi il più gran numero di specie mine-rali isolate, ? la più parte dei mineralimetallici ; gli avanzi dei vegetabili e d’a-
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