Band 
Tomo LIV. [Supplemento.]
Seite
233
JPEG-Download
 

Tebheni

meno ancora della segala e dell’avena, perla eccedenza della sabbia silicea, ondenon possono ritener 1’ acqua necessariaalla vegetazione. Forse miglior prova fail frumentone, e 1’ esatto lavoro del la-borioso colono, se la stagione non corraavversa del tutto, per quelle ostinate sic-cità che sogliono affliggere queste cam-pagne nel corso del luglio, trova suffi-ciente compenso. Ma il motivo che forsepiù di ogni altro sforza l’agricoltore del-l’alta pianura a coltivarvi in abbondanzail frumentone è la scarsezza dei foraggiche lo aggraverebbe di enorme dispendiopel mantenimento degli animali necessariialla coltivazione delle terre, se per que-sta guisa, non cercasse alla meglio di sop-perire al difetto, approfittando delle cimee foglie del frumentone, che diligente-mente seccate lo provvedono di un suf-ficiente foraggio, se non per tutto, al-meno per buona parte del verno. Intornoperò di questa usanza deggiono farsi al-cune considerazioni.

» La pratica in taluni di troncare ilfior maschio ( pennacchio) al primo suoapparire ancor fresco, è così ripugnantead ogni anche scarsissima congnizione difisiologia vegetale, che crediamo inutilefarne parola ; e possiamo rallegrarci chein generale non è seguita dai villici, senon se in qualche campo, ed a salti quae là, onde rimanendovi ancora alquan-te panicole maschili intatte, può averluogo pienamente la fecondazione.

» La usanza poi del decapitare il fru-mentone, non punto dannosa al grano,torna invece utile all’ agricoltore , perla quantità di foraggio che viene in que-sta guisa ammassando. Le cime di fru-mentone raccolte fresche superano inpeso quelle raccolte secche di un 3g per*oo, ed il grano nulla perde in confron-to di quello delle piante a cui si lasciano

Tjshheri 2Òo

inferiori bastano ad eseguire le funzionivitali, e però a compiere la nutrizionedel grano, e che quella quantità di ma-teria che perdono le cime disseccandosisulla pianta non concorre menomamentealla nutrizione del grano, ma rimane di-strutta dall’ azione degli agenti chimici,e quindi dispersa; per quella immutabilelegge a cui ogni corpo organizzato obbe-disce, allorché sia cessato in esso il mi-sterioso spiro di vita.

» E poiché l’argomento ci porta a par-lare del difetto di foraggi, che è veramenteconsiderabile sovra tutta 1’ alta pianuraveronese, esamineremo i mezzi che ordi-nariamente s’impiegano a sopperirvi ,cercando di additare quelli che, a nostrocredere, sono i più acconci.

Il primo di questi mezzi è quellodei prati artificiali. Certamente ogni pra-tico agricoltore loderà a cielo questo si-stema veramente utilissimo, non pureper la raccolta del foraggio, ma sì ancorapel miglioramento del terreno. Sebbe-ne queste ragioni siano troppo eviden-ti, non di meno consideriamo le cosepiù da vicino. E primieramente, poichéconosciamo che non troppo acconci ingenerale sono i terreni dell’alta pianuraalla coltivazione dei cereali e che scarsone è quindi il prodotto, dobbiamo con-chiudere non essere questa la coltivazio-ne a cui deggia attendere in questi luoghicon più solerzia l’industrioso agricoltore.Ma la saggia natura, negando qui i piùconvenienti mezzi alla nutrizione dei ce-reali, produce altri vegetabili capaci disopperire al difetto, e segnatamente fratutti il gelso. Ognuno sa essere la fogliadi gelso il più ricco prodotto dell’ altapianura veronese, e però devesi procac-ciare ogni mezzo per la sua più prospe-rosa vegetazione. E se, sodando il terrenocol prato artificiale, si danneggiasse il

- — UbtiV ^/IUU l,v U vu> OI lui/vtuuv VW1 ••• v«Mv>utv^ il

le cime. Del che apparisce che le foglie | prodotto della foglia di gelso, sarebbeSuppl. Din. Tecn. T. XL. 3o