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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terreni

Terreni

s4 *

Solfalo potassico con traccie ili fosfato, carbonato e clo-ruro .parli

Carbonato calcico.

Allumina.

Magnesia.

Acido silicico.

Perdita..

1 3, 35io, 008, 355 , 3463, 541, 66

parli

100, 00.

Dalla quale analisi risulta doversi il riso,come tutti g* altri cereali, annoverare frale piante siliciche. Se di acido silicico esilicati scarseggiano i terreni della bassapianura le analisi più sopra riferite cifanno palese, e però non possiamo pordubbio, oltre che il fatto lo dimostra, chenon siano acconci a ricevere questa col-tivazione.

a Le Indie orientali, e la Cina sono daibotanici assegnate siccome patria del riso( Oryia saliva , L.), ed è ben certo che,se la sua vita conducesi per molto temponell’acqua, abbisogna nondimeno di nonordinario calore, senza di che non giun-gerebbe a maturare il suo grano, e nonoccorre a tale uopo meno del corso dicirca sei mesi. Le molteplici cure e dipreparazione del terreno, e della irriga-zione, e della semina, e della mondaturae raccolta furono da molti saggi agronomiindicate e prescritte, ed ancora ci suonaagli orecchi il carme elevalo ed armonio-so di quell’ illustre ( 1 ) , che nel celebrarquesto grano, al didascalico associò tal-volta 1’ epico suono, ripieno la mente dialte e sublimi idee, ed il cuore di nobilisentimenti e cittadine virtù.

” Tale è la cura che si pone a questacoltivazione, che nulla lascia a desidera-re. Ben dovremmo forse a questo luogo

(1) G. B. Spolverini autore di un poemasulla coltivazione del riso.

Sappi. Di s . Teat. T. XL

qualche cosa soggiungere intorno a quel-la terribile malattia che sì di sovente man-da a vuoto fatiche e speranze del miseroagricoltore, vale a dire del carolo, maalcuni sperimenti fatti per combatterla, enon ancora riusciti a bene non ci con-durrebbero ad alcuna conclusione.

« Non poche piante arboree possonocoltivarsi in questa regione. Le lame pa-ludose assai bene si popolano del piop-po, e di varii salici viminei utili all’ agri-coltura, a certe arti, ed al fuoco. Ciò checolpisce particolarmente il pensiero inveggendo quegli alti argini che fiancheg-giano le larghe fosse in molti luoghi diquesta regione, si è, che molti di que-sti argini, esposti al mezzogiorno, e cheora sono per lo più ingombri di scarsied inutili rovi, polrebbonsi utilizzare col-ila piantagione di siepi di gelso, anchej disponendoli in varii ordini ; ma se ciò purenon vuoisi, vi si gittino almen le sementi| di alberi utili quali sarebbero la quercia; peduncolata, gli aceri, le robinie ed al-itri, e con questo mezzo otterrassi e di as-sodare maggiormente le ripe, che lascian-do cadere il terreno, non finiscano coningombrare le fosse, ed anche in capo aqualche anno avrassi un prodotto di le-gna da fuoco. Molti alberi fruttiferi an-che potrebbero educarsi, e specialmenteil pomo, od il noce, ambedue pregiati epel frutto e pel legno che somministranoricercato nell’ opera di falegname, ed an-