Terreni
g.° Interesse della somma spesa negliediGzii inservienti all’irrigazione.
io. 0 Interesseannuodella somma spesanelle piantagioni, e nullità di prodottonei primi anni (i).
ii.° Annuo interesse della spesa perla perpetuità di tutti gli attrezzi ruraliindispensabili.
n.° Nutrimento degli animali, dedottoil ricavo del concime.
1 5 .° Perpetuità di conservazione delfondo.
14. Lavoro annuo del terreno.
1 5 . ° Perpetuità delle piantagioni.
16. 0 Infortuni! previsti, cioè infortuniicelesti.
iy.° Imposte censuarie.
18. 0 Spese per l’amministrazione.
Tutti gli accennati elementi si debbonoattentamente considerare nella stima deiterreni. Alcuni, come chiaro apparisce,sono di facile determinazione: altri richie-dono un esame più accurato, come, ;t ca-gion d’esempio, la coltivazione, intorno allaquale imprendiamo a dare qualche schiari-mento. ,
Le spese giornaliere per il lavoro diun terreno debbono risultare dalla ra-gion composta dell’ ubicazione, la qualedetermina la qualità della coltura specia-le, e dalle giornale di lavoro, dipenden-temente dalla natura del suolo, dalla sta-gione, da una maggiore o minore prepa-razione richiesta , secondo la specie equalità del concime e genere di materieda coltivarsi più o meno soggette adeventualità, e quindi occorrono maggiori0 minori cure, ed anche capacità d’indi-viduali cognizioni, attitudine e simili.
(1) I.a vite, per esempio, non dà frullo chedopo cinque anni: il gelso dopo quattro dalloinnesto: l’olmo dopo anni diciotto.
Anche prima detìe indicale epoche le pre-dette piante danno qualche frutto, e se ue de-ve tener conto proporzionato.
Terreni 24$
Tutte queste circostanze vanno conside-rate colla massima attenzione, quando sivoglia riconoscere e valutare la spesa perla coltivazione delle terre.
Per la qual cosa noi procureremo di ri -schiarare questo concetto mediante unaforinola simbolica, la quale faccia scorgereil prodotto d’un podere depurato datutte le spese precedentemente accennate ;e questo prodotto valutato in denaro con-tante e capitalizzato alla tariffa legale,porgerà il valore o prezzo del medesimopodere.
Supponiamo, a cagiun d’esempio, cheun terreno richiegga, in causa della suanaturale ubicazione, estensione, qualità esimili, l’annuo lavoro di un uomo sussi-diato da un garzone, due bovi ed un ca-vallo.
Rappresentiamo con Ni la spesa pelnutrimento ed indumento dell’agricolto-re, sua famigha e garzone: similmenterappresentiamo con Nf-—y il nutrimentoe la cura annua dei bovi e del cavallo,compreso lo strame pel latto, meno peròil concime che si rappresenta con y. In-dichiamo inoltre con E 1 ' estimo, con Pla perpetuità delle piantagioni, con Si gliinteressi annui delle scorte rappresentaleda S, e consistenti in caseggiati di uso ru-rale, nell’acquisto dei bovi, degli attrezzirurali, delle piante, e di tutto ciò insom-ma che si attiene al capitale circolante:
F
con C la concimazione, con — gl’ infortuni!
x
celesti, con A ramministrazione, con Irl’irrigazione, e finalmente con F il fruttodel nostro terreno, si avrà la forinola:
(a) F — (Nf+Nf—y+Sf+E+P+G
+M-ir+I) che rappresenterà il frut-to annuo depurato, il quale capitalizzato le-galmente porge il vero valore del terreno.
Tutta la difficoltà della stima dei ter-reni consiste quindi nel determinare eow