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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terreni

sistente si tritura meno sotto la pila, enon perde che il 5o per cento, mentre ilrisone coltivo perde dal 54 al 56. Notia-mo ancora-che nel computo delle annuespese, precedentemente instituito, senzaparlare delle imposte prediali, si omise.

i. L’interesse delle spese primitive ri-guardante il fondo.

a. L’ interesse della spesa annuale.

3.° La spesa di direzione.

4° La spesa per istrade interne allostabilimento.

Termineremo questo articolo coll’ac-cennare alcune specialità in ordine allaformazione delle risaie modenesi.

Per impiantare una risaia di una de-terminata estensione conviene subito dis-porre il terreno a livello nel migliormodo possibile. Cotesta operazione a lun-go tratto potrebbe riescile troppo costo-sa, e non bene appropriata all’ intento, eperciò si divide tutta l’estensione in tantiquadrati o rettangoli di circa o,56 ettariper ciascheduno, mediante argini e fosse.Operando in tal guisa si possono livella-re partitamente i diversi quadrati consommo risparmio di lavoro; e di più siviene con ciò a rompere o dividere l’ac-qua in tempo dell’ irrigazione, per im-pedire al vento la formazione di ondedannose che schiantino il riso appenanato.

Le fosse si costruiscono in direzioneparalella, distribuendole in modo che unadi esse sia irrigatoria, l’altra scolatizia al-ternatamente.

Le fosse irrigatorie ricevono le acqueda un canale trasversale di testata, nelquale si possono costruire delle chiavicheo chiuse per innalzare od abbassare leacque a norma del bisogno ; la qual cosasi pratica eziandio nelle fosse irrigato-r >e, quando il terreno da investirsi loesige.

Le fosse di scolo metton capo in altro

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canale, il quale perciò riceve le colatiziee le trasporta ai pubblici condotti.

Gli argini detti arginelli, si fanno indirezione perpendicolare a quella dellefosse, e servono a dividere in quadrati orettangoli le superfìcie comprese tra duefosse, a sostenere le acque alla debita al-tezza in ogni quadrato, per la ragioneche questi arginelli si uniscono in testatacon quelli delle fosse. Si preferisce questaregolare spartizione della risaia per faci-litare l’amministrazione, la lavorazione ela sorveglianza.

Le risaie possono essere ad acque sta-gnanti o correnti, ossia, come si disse, val-live e coltive; le prime possono aver bi-sogno di macchine idrauliche per esserescolate, le seconde per essere irrigate.

Le fosse si fanno della larghezza dicirca metri 2,10, sufficiente per dar passoal battello che serve a trasportare i covo-ni del riso dal campo all’ aia ; la terra discavo si depone in argini laterali alla fos-sa, e forma così le sponde che servono atenere le acque rialzate nei diversi qua-dri, giusta il bisogno. Gli arginelli bastache siano di circa un metro di larghezzaalla sommità, ed alti quanto occorre pertrattenere alla debita altezza le acque neidiversi scompartimenti della risaia, e perpotervi transitare sopra comodamente.

Intorno a ciascun quadrato, allorchési pratica la vangatura, si procura di la-sciarvi un solchetto, il quale poi serve acondurre e ricevere 1$ acque del campocon movimento regolare e pacato, senzaagitare le pianticelle del riso , facili aschiantarsi.

L’ altezza massima delle acque irriga-torie pel riso detto chinese in epochesuccessive, giusta lo sviluppo del riso, siconsidera di circa metri 0,262, comin-ciando coll’ altezza di metri o,o3 a 0,08,e proseguendo a misura che crescono lepiante del riso.