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Eseguito così il comparto della risaia,nel caso che il terreno fosse prima a pra-to , purché a livello, per il primo anno sisemina il riso senza concimazione e senzacoltivazione di sqrta, poiché le radici delleerbe del prato favoriscono il primo svi-luppo del riso, e quando nel seguito re-stano sott’acqua servono di concime;negli anni successivi poi necessita 1’ ordi-naria concimazione e la consueta coltiva-zione con apposite vanghe che rivoltanobene la terra senza profondare di sover-chio, poiché il riso non richiede una van-gatura profonda, perchè le sue radici piùsi estendono nel senso orizzontale che nelverticale.
La spesa per la formazione delle fossesi considera in ragione di franchi 0,14per ogni metro cubo, e quindi una fossalarga metri 2,10 e profonda metri 0,784,colla debita scarpa, importa franchi o ,55per ogni lunghezza di metri 5 ',i 58 ; perla stessa lunghezza gli arginelli costanofranchi 0 , 25 .
La vangatura importa 14 franchi perogni 0,28 ettari di terreno, ed anche piùse nella risaia si propagassero piante vai-live in abbondanza.
La spesa per la semina si calcola inragione di franchi o, 5 o per ogni 0,28ettari, compresa la bagnatura del risone ;la ripulitura ossia roncatura del riso im-porta più o meno a seconda delle pianteestranee che germogliano nella risaia; tut-tavia la spesa a ciò occorrente può esserecompresa tra i 4 e > 10 franchi per ogni0,28 ettari di terreno; la mietitura im-porta franchi 3 .60 per la medesima esten-sione.
La trebbiatura con cavalli si paga in ra-gione di franchi o, 5 o per ogni 1,265 et-tolitri di risone, non compresi gli uominisull’ aia, che si considerano in numero di20 per ogni i26,5o ettolitri di risone, esi pagano in ragione di franchi 1,1 3 per
Terre»!
cadauno, oltre il vino che si calcola i5centesimi a testa, coll’ obbligo ad essi diriporre eziandio il risone nel granaio.
Le spese occorrenti pei fabbricati, ma-nufatti e simili, si calcoleranno al solito.
Ulteriori sviluppi degli elementidi stima.
Può darsi il caso che un dato terrenosia ugualmente suscettivo di più prodotti,e si voglia sapere quale di questi servirdebba di base alla stima.
In tale circostanza dovrà il perito im-piegare ogni possibile diligenza nell’esa-minare qual sia effettivamente il più ido-neo avvicendamento, e quale in generalesia la coltura che più convenga al fondo;ma se per una combinazione, non facileper altro a verificarsi, succedesse che idiversi esami convenissero in un confor-me risultato finale, allora dovrà lo stima-tore raddoppiare le sue ricerche ondedesumere dai rapporti di convenienza so-ciale e commerciale le basi più opportunedella produzione probabile; e se infinei risultati delle sue induzioni coincidonoper ogni rapporto, allora potrà indiffe-rentemente attenersi ad un partito, comead un altro, poiché i loro effetti sarannopur coincidenti.
E fuori di dubbio che i diversi melodidi coltivazione, prescindendo da altre cir-costanze, accrescono o diminuiscono larendita netta. Se vegetino insieme nellostesso campo granaglie, viti, ulivi e gelsi,essendo le piante arboree vicinissime fraloro, e se si calcolino i prodotti in ragio-ne delle piante e della sementa, giunge-remo a rilevare un valore vistoso ; maesaminando più accuratamente, ricono-sceremo che la spesa è forte, ed il pro-dotto meschino.
Se dunque uno stimatore sarà chiamatoa valutare un fondo di cui sia minima la