Terreni Terreni 293
dispensabile di arrestarne il corso con jniamifalto, e combinare con esso il modotraverse o chiuse. Per cotesta operazione della difesa, a norma delle prescrizioni
sarà sempre inibito di costruire le dettetraverse con terra, piehetti, sterpi e si-mili, e solo sarà lecita la barricazione incotto con incile, avente le usciare di ro-vere, ed uguale alla larghezza media del-T alveo. La barricazione dovrà esserelimitata in modo, che la sommità non sor-passi T altezza dell’ incile, con tutto ciòsi potrebbero- alzare le acque nel cavosopra il piano dei terreni adiacenti, pro-ducendo filtrazioni negli argini, e sorgiyenelle campagne; in questo caso dovrassicostruire un piccolo fosso aderente all’ar-gine, onde ricevere i prodotti delle fil-trazioni, rimettendoli nello scolo o canaleal disotto della traversa, spesa che dovràincontrarsi dal proprietario della barri-cazione, tanto per la costruzione del fossoche per la sua manutenzione.
Chiudendo l’acqua per introdurla sullerisaieo sui prati, non dovrassi perciò impe-dire il libero scolo e naturale ai terreni su-periori,per cui in caso di pioggia o di pienaal cavo stesso si dovranno levare gli uscia-li, lasciando defluire liberamente l’acqua.
Trovandosi superiormente degli scoli0 fossi che abbiano l’immissario difeso alloro sbocco dall’ incile o ventilabro, o confoce aperta, che potessero risentire il ri-gurgito prodotto dalla barricazione dan-noso al diritto dello scolo, sarà necessariod interpellare i possessori dei medesimi,per istabilire il mezzo della difesa chesarà sempre a carico della barricazione,appartenga questa ad un solo proprieta-rio o a più interessati che potessero fruiredella medesima.
Accade sovente che le sponde dell’ al-veo, abbenchè di pubblica ragione, stan-no aderenti a diversi opposti proprietarii;fluegli che abbisognerà c ella barricazionedovrà interpellare 1’ opposto proprietarioper assicurarlo che non soffrirà danno dal
accennate, e con quel di più che fossericonosciuto necessario'. Dato ciò, nonpotrà 1’ opposto proprietario impedire laoperazione, a meno che non mostri unaingiusta ostinazione che dalle superioriautorità dovrà superarsi, onde il capric-cio di qualche proprietario non abbia apor limiti all’ industria, ritardando in talguisa i progressi dell’ agricoltura.
La barricazione produce, in forza del-1’ arresto dalle acque che si rendono sta-gnanti, deposizioni straordinarie nel ferò-do, e slavinamenlo alle sponde, staràquindi a carico di chi ha voluto estrarrel’acqua mediante la barricazione il man-tenere espurgato il fondo per due terzidi più del comune concorso degli altriinteressati, non che ben difese e riattatele sponde, per quanto si estende il.risla-gno dell’ acqua. *
Non manca nelle basse pianure delmodenese , ove specialmente sono lerisaie, chi, non contento di barricare icavi maestri di scolo, per estrarre le ac-que particolarmente aduso di espansione,si faccia lecito ancora di tagliare davantila barricazione l’argine del cavo, per darealle acque la comunicazione coi canalimorti, detti burcellatori , i quali servonoal trasporlo del riso coi battelli pel cavopubblico all’ aia, e si risparmia con que-sta operazione un canale morto nel cavostesso. Siccome simili tagli si eseguiscononell’autunno, tempo della raccolta delriso, è accaduto qualche volta che, so-praggiunta una piena improvvisa perpiogge nell’ alta pianura e collina, le ac-que ritrovandosi dalla traversa impeditoil loro corso, si sono voltate per i tagliche non furono a tempo chiusi, ed hannoprodotto innondazioni non solo al pro-prietario del fondo confinante al cavo, maben anche ai vicini terreni.