Tessuti
deve restare la stessa per tutta la duratadella tessitura di uua stoffa.
S’impiegano diversi mezzi per opera-re questa tensione, ed ora passeremo in ri-vista i principali.
Il contrappeso d' attrito — rappre-sentato dalla tig. 55 è uno dei più antica-mente conosciuti ; il subbio D è abbracciatodalla curva ad attrito M del braccio dellaleva L, che ha il suo punto di appoggioin A. L’azione della forza di tensione puòesser modificata, sia avvicinando sia al-lontanando il peso P che opera I’ attrito,sia diminuendolo. Questo sistema ha l’in-conveniente di richiedere uu carico con-siderevole, difficile da porre in opera.
Uno dei modi più usitati, pel setificiosoprattutto, è I’ uso del bilico a cilindrorappresentato dalla fig. 56. Sull’ ossaturadel telaio è fissato un cilindro del verri-cello CC che porta sulla metà della lun-ghezza un manicotto M pertugiato dimólti buchi destinati a ricevere un’estre-mità del braccio della leva, 1’ altro è ca-ricato dei pesi di tensione P ; il subbio ècome precedentemente inviluppato a cia-scuna estremità da una corda di cui 1 unaè fissata ad una traversa F del telaio, el’altra al cilindro CC'. Quando si vuolfar variare la pressione si cambia la levadd buco e si fa scorrere il peso P suidenti della leva O. L’ordito n trovasicosì teso a proprio volere sul subbio JJ.Esistono aucora molti altri modi di ten-sione; ma siccome essi nulla offrono diparticolare e si possono comprendere aprima vista, ci limiteremo a quello che ab-biamo indicato.
Cilindro anteriore o subbicUo. — Imezzi che abbiamo descritti non sono ap-plicati che sul cilindro posteriore o sub-bio dell’ ordito, per vero dire, ma nontrasmettono meno la stessa tensione allaparte tessuta.
Il subbietto o cilindro anteriore è il
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punto che riceve la potenza, ed il subbioo cilindro posteriore è quello ove agiscela resistenza. La tensione trasmessa saràquindi la stessa per lutti i punti dell’ or-dito in un tempo determinato, ma variaa misura che si svolgono i fili, e che siravvolgono sotto forma di tessuto. Il dia-metro del subbio che porta I’ ordito di-minuisce, mentre quello del subbielto sucui si ravvolge la stoffa aumenta; havvidunque una prima causa di variazionenella tensione. Ne esiste un'altra ancora,ed è l'avvolgimento intermittente del tes-suto sul suo subbielto. Esso non succedeche quando l’operaio ne ha prodottouna certa quantità. Aumentando la di-stanza dond' ei colpeggia col battente, ilbraccio di leva diminuisce relativamente,e se l’impulsione resta la stessa, il serra-mento de’ fili va indebolendosi nell’ in-tervallo da un avvolgimento all' altro.Questo ravvolgimento del tessuto si fageneralmente col mezzo di una leva cheentra nei buchi del cilindro che l'operaiofa girare a mano.
Telaio a cilindri multipli. —— Il telaioa doppio cilindro per far muovere i liccipuò esser considerato come intermediotra i telai a calco le di cui abbiamo parla-to e quelli alla Jacquart, di cui avremoad occupparci più avanti. Ne esistonomolti basati sullo stesso principio, dovutipure a Vaucanson ; ma quello checi è sem-brato più semplice, più praticabile e piùeconomico, è quello inventato nel 1844dal sig. Pesnel, operaio meccanico.
Supponiamo che si tratti di fare unastoffa che esiga un gran numero di licci,a5, per esempio, e che l’armatura sia taleche ciascuno di essi abbia bisogno di es-sere mosso alternativamente; nel sistemadei telai a calcole, converrebbe ricorrerea a 5 leve, contro-leve e le loro cor-de corrispondenti. Se per evitare questecomplicazioni, il logoramento e manuten-