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zione delle corde, come pure gli erroriai quali l'operaio è esposto, si vuole im-piegare il meccanismo di Jacquart, la let-tura del disegno, il soccorso (lei eartonie la montatura del telaio che ne sono laconseguenza, divengono indispensabili.Benché il telaio alla Jacquart sia moltodiffuso, esistono tuttora dei paesi in cui siè poco familiarizzati col suo impiego, es’ indietreggia dinanzi alle spese che ca-giona, e principalmente nei siti in cuisi producono delle stoffe lavorate, pococomplicate e con materie comuni. Cosìaddiviene pegli articoli lavorati di Roh-baix, di Flers, A'Alsazia, molte specie ditessuti di Ruuen, ed anche delle stoffe difantasia in lana, nella fabbricazione dellequali i telai a calcole possono essere im-piegati con vantaggio. Lo scopo di quellodi Pesnel è di sostituirsi molto favorevol-mente alle complicazioni delle calcole intutte le circostanze.
Principio del telaio. — Sia un certonumero di licci montali come al solitosopra un ordito ; invece di attaccareognuno di essi ad una corda fissata aduna leva corrispondente, lo si lega per lasua parte inferiore ad un gambo o lamametallica, che si vede particolareggiatain K (fig. 5? e 58). Queste lame porta-no uno sporto mm, passano in una pia-stra orizzontale pertugiata d’ altrettantibuchi quanti sono i gambi. Questa dis-posizione mantiene i licci ben parallela-mente nei piani verticali ; il moto è loroimpresso col mezzo del cilindro C postodinanzi alle lame e che porta delle viti lacui testa forma dente, e viene ad appog-giarsi sugli sporti m delle spranghe chedevono far abbassare.
Si tratta ora di spiegare come la posi-zione delle viti sul cilindro debba esserdeterminata, per qual mezzo si effettui ilsuo movimento, e finalmente lo scopo deidue cilindri.
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Quanto alla determinazione dei postidei denti o viti sulla periferia del cilindrosarà facile il comprendere come vi sigiunge. Supponiamo che invece di uncilindro vi sia una piastra verticale cheporti delle divisioni verticali ed orizzon-tali, le cui intersezioni corrispondano allelame ; che questa piastra cammini verti-calmente e presenti successivamente unadi queste divisioui ai licci ; nel primo mo-vimento corrispondente alla prima divi-sione, essa ne farà allora abbassare tantiquante saranno le viti piantale sulle in-tersezioni ; 1’ ordine del loro movimento,e quindi quello dei fili della catena cor-rispondente, si farà secondo la disposi-zione delle viti; se la piastra continua amuoversi, abbandonerà ben presto i pri-mi licci, ne riprenderà di nuovi secondola disposizione delle viti sulla secoudadivisione, e così di seguito. Nel telaio Pe-snel, alla piastra verticale è sostituito uncilindro orizzontale. Le cose succedonoaffatto nella stessa maniera, perchè si èdiviso questo cilindro, secondo le sue ge-neratrici e la sua base, in un egual nume-ro di parti. La determinazione dei puntiche devono ricevere i piccoli denti perprodurre un effetto voluto sul tessuto di-pende dall’ operazione che dicesi lettura ,che ben presto dovremo studiare parti-colarmente.
Trasmissione del moto. — Il cilindroC che porta le viti può girare in una in-quadratura di legno A, che può essa stes-sa prendere un movimento di traslazionedall’ alto in basso e dal basso in alto iniscanalalure praticate lateralmente in unacasseltina o piccola ossatura B fissa, sta-bilita sotto il telaio. L’inquadratura è at-taccata ad una leva o pedale destinato aricevere l’impulsione del piede del tessi-tore. Il cilindro C porta sopra uno deilati del suo asse una ruota a rocchetto P,guernita di altrettanti denti doppi quante