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Tomo LIV. [Supplemento.]
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che sarà ben presto estinta, se le dimen-sioni del volante sono state convenevol-mente determinate. L’operaio non hadunque che a spingere la coreggia quan-do vuol fermare il telaio: ma se avvieneper esempio che la spuola si fermi nel-l’ordito, si comprende che giammai lainano dell’operaio non può essere abba-stanza pronta per impedire che il battentenon venga a dare il suo colpo spingendola spuola dinanzi a sè, e non rompa quin-di i fili dell’ordito o i denti del pettine;è dunque necessario di adattare al telaioun meccanismo, col mezzo del quale ei sifermi da sè stesso in siffatte circostanze;ed è questo il meccanismo che ci ac-cingiamo a descrivere.

Si vede nella figura un 1 asse X, le cuiestremità sono sostenute alquanto infuoridell’ossatura dai pezzi di ghisa se, x, chesono essi pure fissati sotto la traversa su-periore N del battente; quest’ asse portaad una delle sue estremità, a sinistra deltelaio, una leva zancata presso a poco adangolo retto la cui posizione è regolatadalla vite x ; il braccio X' s’innalza dietrola casselletta da spuola, e s’insinua sottola molla p \mentre il braccio X” si avanzaorizzontallnenle : questo stesso asse porta,all’ altra estremità, una leva analoga, mache non ha se non il braccio verticale; ilramo orizzontale le manca.

Quando la spuola arriva nella sua cas-selletta, essa deve, come l’abbiamo vedutoprecedentemente, rispingere la leva P’che fa uno sporto interno, e quindi deverispingere il braccio X della leva zancatache va ad appoggiarsi contro la sua estre-mità mobile; perciò la spuola non puòentrare nella sua casselletta, senza far gi-

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mino durante il movimento del battente,ed il telaio progredisce colla sua solitavelocità.

Ma quando la spuola non giunge nellasua casselletta, l’asse X non gira, il brac-cio X.'' non è rialzato, ed essa viene a farpartire uno scatto per fermare il telaionel momento in cui il battente cominciaa ritornare.

Allorché si tesse della tela di grandelarghezza, di i m 4o, per esempio, la velo-cità dell’albero motore S dev’essere dicirca 7 5 giri al minuto; per quella chenon oltrepassa o m 9o, si può calcolare da90 a g 5 . Per i telai da cotone il numerodei giri nello stesso, tempo per larghez-ze di o m go, varia da 100 a ii 5 , se-condo i sistemi del telaio.

Si può ora giudicare dall’insieme dellecombinazioni che rende necessarie un te-laio da tessere meccanicamente, e dallaprecisione per così dire matematica collaquale ciascun organo deve agire, che nonè uno dei problemi industriali meno dif-ficili da risolvere quello che ha per iscopola creazione di una macchina automaticache possa tessere con perfezione tutti ifili qualunque siasi la loro natura e lavariazione dei loro titoli.

Non esiste finora verun telaio mecca-nico che possa servire indistintamente atutte le materie. Quasi tutte le stoffe la-vorate, e certe stoffe anche liscie, sonoancora esclusivamente tessute a mano;tali sono quelle di lana cardata, di lanepettinate, ed il setificio in gran parte. Nonsi conosce in Francia che un solo stabi-limento (1) ove si faccia la tessitura dellaseta liscia meccanicamente, ed una solacasa (2) dove lo stesso tentativo sia stato

rare l’asse X di una certa quantità e| folto pei merinos. La tessitura meccanicasenza innalzare il braccio orizzontale X”

d una quantità corrispondente : tutte levolte che questo effetto si produce, il brac-cio X non incontra nulla sul suo cam-

(1) Lo stabilimento di > 1 . Thomas di fri-gnone.

(2) M. Croutelle di lleinis.