55o Tessuti
sentale difficoltà, ciò che fu dello,passeremo di seguilo alle considerazioniconcernenti i tessuti lavorati.
Montare un telaio alla Jacquart è quan-to stabilire la comunicazione di tutti i filidell 1 ordito cogli aghi verticali od unci-netti del meccanismo.
Per meglio far comprendere ciò chesiamo per dire, ricorderemo succintamen-te le differenti parli di un telaio alla Ja-cquart. Al di sopra dell 1 ordito trovasila tavola ad arcate che è orizzontale,della larghezza del telaio, perforata da al-trettanti buchi, almeno quanti i fili do-mandati dai maglioni. Questi fori sonodisposti in quinconce. Al di sopra di que-sta prima tavola è collocata quella a col-lare attinente al meccanismo, ed aventedel pari altrettante aperture quanti »ihanno uncinetti ; essa trovasi al di sopradella zatta. Queste due tavole, nei foridelle quali bisogna passare i maglioni pri-ma di fissarli agli uncinetti, sono neces-sarie per assegnare i posti relativi di tuttii fili dell 1 ordito ed assicurare la regola-rità del loro movimento.
L’operazione che ha per iscopo di farpassare le arcate a traverso di queste duetavole, nell 1 ordine il più conveniente per1’ effetto da prodursi, tale qual è doman-dato dalla disposizione generale, è ciò chesi chiama in francese empoutage.
Qualunque sia il genere del tessuto la-vorato prodotto, il numero dei fili del-l’ordito ò sempre ben superiore a quellodegli aghi di un meccanismo; bisognadunque che molti sieno mossi dallo stessouncinetto. Quando si tratta di eseguiredei disegni correnti, vale a dire, di ripe-tere su tutta la superficie delle pezze imedesimi effetti, la distribuzione dellearcate per ogni corda ed ogni uncinettonon può presentare alcuna difficoltà; sidivide il numero dei maglioni per quellodegli uncinetti, il quoziente dà la quan-
Tessuti
tità d’arcate da applicare a cadauno diessi. Ogni riunione d’arcate che si designasotto il nome di raccordi , serve a for-mare una parte dell’ insieme del disegno;il numero dei fori necessarii a un raccor-do chiamasi cammino. In ogni disegno sipuò distinguere 1’ incrociamento del fon-do da quello del fiore o del fregio. Il le-game di quello proviene dall’ ordine ge-nerale dell’ incrociamento dell’ armaturaadottata ; questo inlrecciamento è perconseguenza regolare per ogni gettatasulla lunghezza del tessuto. Il tessuto la-vorato viene del pari prodotto dalla cir-convoluzione del ripieno coll’ordito; maquelle, in luogo di ripetersi di una manieraregolare per ogni corsa di ripieno, sono de-terminate dal movimento degli aghi, comeè comandato dalla delineazione e letturadel disegno. Si eseguiscono le due specied’incrociamento alternativamente, e si ot-tiene cosi un legame più intimo fra il cor-po e le parti del disegno. Le arcate devonodunque produrre un’ armatura fonda-mentale, e seguita per tutta la superficiedella stessa stoffa.
Bisogna per conseguenza che il nume-ro delle arcate di un cammino siaeguale al multiplo di quello dei licciche domanda t armatura. Questa è unacondizione che è sempre facile di ese-guire.
Un esempio renderà queste considera-zioni più chiare: sia A, B, C, D, un pia-no orizzontale della tavola perforata diun numero di buchi sufficienti per learcate. Il lato A B è la sua larghezza, equello A C la sua altezza. I furi si con-tano a partire dal punto A fino a D, dovesi trova per conseguenza l’ultimo. Sup-poniamo frattanto che si abbia un dise-gno corrente da computare, e che le dis-posizioni generali abbiano gli elementiche seguono.
Un meccanismo alla Jacquart di 4 00