36o Tessuti
tappezzerie più stimate, e certe varietà «limocchetle, mentre che i telaj a bassi lic-ci sono riservati alla produzione pei tap-peti di un lavoro meno finito, e comeabbiamo veduto, di mocchetle le piùoperate, dette mocchette inglesi. L 1 ori-gine del lavoro delle tappezzerie in Fran-cia rimonta, come quella di molte altreindustrie, all’ epoca delle crociate. Essafu incoraggiata da Enrico IV e Sully, epiù tardi da Luigi XIV e Colbert . Fuquest’ ultimo ministro, siccome è nolo,che acquistò dai fratelli Gobelins il lorostabilimento di tintura per trasformarloin una manifattura reale, che porta an-cora il nome dei venditori.
La tintoria dei fratelli Gobelins avevaacquistato una tale celebrità, che i lorocontemporanei attribuirono il talento diquesti famosi artefici a un patto che unodi essi avesse fatto col diavolo. Quest’ a-neddoto è, con tutta serietà, raccontatoin un’opera pubblicata nel 1716, cheha per titolo il Tintore perfetto.
L’ attività della manifattura reale deiGobelins ha subito molle variazioni do-po l’impulsione che Colbert aveva cer-cato d’imprimerle. Le officine furonocompiutamente formate nei primi annidella rivoluzione. La manifattura fu rior-ganizzata nell’anno II della Repubblica ,e non ha cessato da allora di travagliareper l’ammobiliamento dei differenti ca-stelli dello Stato, in concorrenza collostabilimento di Beauvais , destinato allostesso lavoro, eccettuata la tintura fattaesclusivamente ai Gobelins, sotto l’abiledirezione del prof. Chevreul .
Le tappezzerie cosi rinomate di Au-busson, ed i bei tappeti di Turcoing so-no prodotti dell’industria privata.
Distinguesi nella tessitura ad alti licciil lavoro di tappeti raso, o della tappez-zeria eseguita col punto anticamente no-to sotto il nome di punto saracinesco a
Tessuti
modo di Turchia , ed il lavoro delle tin-ture a superficie vellutata, i cui prodotticonservano più generalmente il nome ditappeti.
Il metodo saracinesco sembra essereil più antico. Chàteau-Favier ispettoredelle manifatture della provincia dellaMarche nel 1785 fa rimontare i primistabilimenti che adoperarono questo pro-cesso all’ anno 750 -, esso lo attribuiscea dei Saraceni che vennero ad installarsiad Aubusson ed a Felletin . Questa fab-bricazione si continua nel paese dopol’espulsione dei Saraceni, dei Gauli, gra-zie agli incoraggiamenti dei Conti de laMarche, che fecero venire allora degliabili operaj fiamminghi .
Le fabbriche francesi dei tappeti sem-brano essere arrivate ad un grande svi-luppo nel 17. 0 e 18 secolo. L’ispettore,che abbiamo testé nominato, fa cosi l’e-numerazione dell’uso dei tappeti d’Au-busson e di Felletin .
« I lavori di tappezzeria che si fabbrica-no servono per sofà, cabriolè, sedie ot-tomane, letti, portiere, galloni da livree,tappeti raso, tappeti vellutati, ecc. » Tan-to consumo e così svariato doveva darealla cifra commerciale una importanzaassai grande, e forse non era molto al disotto degli 8 milioni di franchi, sommacui si valutava la produzione attuale pertutta la Francia . Il poco spaccio di que-sta industria cosi bella, i cui prodottisono ricercati dalle corti straniere, tie-ne senza dubbio a ciò, che la massadei consumatori considera ancora comeoggetti di lusso i tappeti, il cui uso ètuttavia così utile e così igienico.
Le condizioni nelle quali si trova que-sta industria sono particolari, quandotrattasi di produrre quelle ammirabilitinte che riuniscono le preziose qualitàdella pittura e del ricamo. Il valore dellamateria prima diventa insensibile rispetto