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ultimo, andava ben tosto ad essere an
nientala.
La legge del 28 aprile 1816 fu rista-bilita: essa riserbava il consumo dellaFrancia , in fili e tessuti di cotone, allefabbriche francesi. — Nel 1817 le mani-fatture francesi private dei mercati chela conquista aveva loro aperto, limitateai consumi di una popolazione poco su-periore a quella del 1790, mettevanoquindi in commercio non più di 4 mi-lioni ili chilogrammi, come all’epoca stes-so del 1790, non più 8 come nel i 8 i 3,ma ia milioni di chilogrammi, dei qualiun milione era esportato in tessuti.
In Inghilterra a questo tempo medesi-mo si confezionavano 45 milioni di chi-logrammi di Cotone.
Ecco il risultamento constatato allafine dell’impero: la Francia aveva tri-plicato la sua produzione dopo il 1790,1’ Inghilterra aveva quadruplicato il suo.Sopra 80 milioni di chilogrammi di co-tone venuti in Europa da tutti i paesi,I’ Inghilterra consumava 45 milioni, laFrancia 13, e 23 gli altri Stati.
Quest’ ultima quantità era sopra tuttomessa in opera dal Belgio , le provinoleRenane, e la Svizzera: nazioni che in-corporate all* impero, o protette e garan-tite dalle sue armi, avevano potuto, comela stessa Francia , fondare e sviluppare leloro manifatture.
Da questo punto, lo si vede, l’Inghil-terra ebbe nell’ industria del cotone unaincontestabile supremazia.
Quattro anni più lardi, nel 1820, fab-bricavansi in Francia 20 milioni di chi-logrammi di tessuti: 1,200,000 eranoesportati, avendo un valore di 21 milio-ni franchi.
A questa stessa data, lTnghilterra pro-duceva 68 milioni di chilogrammi di tes-suti, e ne esportava 3i milioni, valoredichiarato di 400 milioni di franchi.
Tessuti
Le filature inglesi funzionavano alloraper opera della macchina a vapore. Que-sto strumento cosi maraviglioso comin-ciava appena ad essere utilizzato in Fran-cia per il medesimo uso; non lo fu uni-versalmente che dopo il i83o. Esso do-veva surrogare da per tutto, dove noneravi motore idraulico, la forza dei cavalliche si attaccarono ad un maneggio per farmuovere le macchine di preparazionenelle filande, e la forza dell’ uomo chesolo allora metteva 3s| movimento i muli-jenny. ,
La macchina a vapore sminuì di quasila metà il numero degli operai nelle offi-cine di filatura. Grazie ad essa i filatoriebbero a spendere molto meno di forzacorporale, e l’atmosfera dei laboratoi nonfu più viziata dai miasmi dcleterii che in-generava questo dispendio di forza; lamacchina a vapore rese il suo valore al-I’ uomo intelligente, la cui debolezza im-pediva di procacciarsi una giornata ilisalario : ecco i benefizii resi da essa allaumanità. L’abbassamento di 6/7 nel prez-zo del mettere in movimento le macchi-ne, la possibilità di fondare dovunque ileigrandi stabilimenti, ecco gli avvantaggieh’ essa ha recato all’ industria.
Dal 1820 al 1 833, i progressi furonoincessanti, sebbene conti ai iati da più diuna crisi difficile da superarsi in Francia ,e per soddisfare al bisogno del lusso edella eleganza manifestatosi, si pose operaa perfezionare le filature, ed a produrreogni giorno dei tessuti più fini, e di unprezzo relativamente più alto. Il bilanciodel i834 dimostra che 34 milioni di chi-logrammi furono allora mauifatturati daglistabilimenti francesi, e passarono in Con-sumo per un valore di 600 milioni difranchi.
Nello stesso anno, 1’ industria inglese aveva messo in opera 1 7 5 milioni di chi-logrammi ; essa ne esportava 72 milioni,