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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Tessuti

ligenza umana. Devesi quindi riferire a|quest’ epoca 1 ' adozione nelle fabbrichefrancesi delle macchine per cardare e fila-re la lana di John Cockevill, della mac-china cimatrice di Collier , di quelle dafollare, e di un gran numero di altre.

Questa rivoluzione, che doveva piùtardi condurre a così felici risultamenti,cominciò col gittare il disordine e la per-turbazione ; occorse allora non più dicontentarsi di arrivare alla perfezione deiprodotti, ma si dovette rinunciare all’ ar-ditezza delle operazioni, e surrogarle conuna grande prudenza nelle combinazioni.

I capi degli stabilimenti, che compre-sero le esigenze di questa nuova posizio-ne, poterono bordeggiare fra numerosiscogli senza urtarvi, ed ottenere un com-penso giovevole ugli sforzi che venivanodal tentare.

• La rovina d’un gran numero di fab-briche sbarazzò P industria dei tessuti dilana di un sopravanzo di produzioni, ilcui spaccio era divenuto impossibile: es-sa potè allora riprendere la sua attivitàprimitiva. Ma avvertita da un terribileesempio, essa seppe, almeno per qualchetempo, restringersi fra rimiti ragionevoli,per cui non ebbe più a deplorare verunsinistro. Tuttavia, a misura che P epocadella crisi si allontanava, i freddi calcolidella prudenza perdevano del loro valo-re, le speranze di una fortuna rapida pre-sentavano maggiori allettamenti: così que-sto stato che poteva considerarsi comeprospero, non potè durare che per unperiodo di 5 anni. Una nuova crisi ebbeluogo fra il 1825 e 1824, meno forte,gli è vero della prima perchè meno inat-tesa, ma non pertanto abbastanza graveper portare lo scoraggiamento in un grannumero di stabilimenti. Da allora finoal i 83 o, la fabbricazione dei tessuti fol-lati dimorò in uno stato di ansietà e dimalessere difficile a definirsi, ma che ave-Suppl. Dii. Ts.cn. T. XL.

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va per causa principale questo difetto diequilibrio fra il consumo e la produzio-ne. Una misura funesta dell’ amministra-zione superiore mise la Francia al colmodell’ incertezza, a traverso la quale nonera più possibile di procedere fuorchécoll’ aiuto di una previdenza costante-mente in guardia. Per una deduzione fa-cile a concepirsi, l’agricoltura aveva rice-vuto il contro-colpo delle due crisi pre-cedenti ; essa ne restò commossa, e nonconsiderando la questione che sotto il latoche la colpiva più direttamente, essa neattribuì la causa alle facilitate introdu-zioni in Francia . Da allora, numerosa-mente rappresentata nelle Camere daigrandi proprielarii, influente presso i mi-nistri. sollecitò ed ottenne nel 1825una legge doganale, in forza della qualei bestiami, le lane ed altri prodotti riti-rati dai paesi limitrofi del mezzogiorno odell’ est, non arrivavano più in Francia ,o vi arrivavano a gran pena, colpiti da undiritto quasi equivalente ad uua proibi-zione. Da ciò ne conseguì, che l’industriadei tessuti di lana follata si trovò in unaposizione inversa di quella del i 8 i 5 : ilprezzo della mano d’ opera fu di moltoridotto, ma le materie prime, che il suolofrancese non produceva in quantità suffi-ciente, non arrivavano più dai paesi dovesi era soliti di provvederle, ed il prezzoorasene innalzato in una così forte pro-porzione che non era più possibile aifabbricatori indigeni di mantenersi consicurezza in una via già segnalata da tantinaufragi.

Questo stato di cose si mantenne finoall’ ultima e brusca prova della rivoluzio-ne i 85 o, che venne a colpire l’impru-dente inattività di un gran numero di raa-nufatturieri francesi. Tuttavia un’ era no-vella aveva cominciato per la Francia , liregime della pace sembrava più che maiessere assicurato; il commercio e l’indu-

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