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molto apparenza; per un’organizzazioneamministrativa di lavoro che risparmia ungran numero di braccia; per il buon pattodei capitali, degli utensili, dei trasporti, esopra tutto del combustibile. Essa non la-vora, e non ha voluto lavorare fin ad oggiche per il grande consumo, e vi è pertal modo riuscita, che lottare con essa èdivenuto presso che impossibile.
La Germania tende a raggiungere ilmedesimo risultato pel basso prezzo del-la materia prima, la quale ha inoltre l’av-vantaggio di esser molto facile a lavorarsi,per una mano d’opera che compensapresso a poco 1’ economia dei meccani-smi inglesi, per l’abbondanza dei pro-cessi inglesi e francesi che le risparmianole spese del modello, che domandano lecreazioni meccaniche; finalmente per l’i-mitazione dei tessuti francesi ed inglesiche le risparmiano le spese enormi degliartisti disegnatori, il cui talento bisognaricompensare abbondantemente; essa pa-ga sei od otto volte meno 1’ artista checopia, in confronto di quello che imma-gina e crea.
Fra questi rivali la Francia prende ilposto che è dovuto al suo genio inesau-ribile, al suo disegno grazioso elegante,sempre variato, che fa un oggetto d’artedi una stoffa anche dozzinale. Essa frap-ponesi fra questi due grandi produttoria buon mercato, grazie alle sue qualitàspeciali; a poco a poco essa forma il gu-sto dei consumatori, che si raffina al suocontatto; essa li conduce a pagare qual-che cosa di più per ottenere un prodot-to che appaga gli occhi, e parla alla im-maginazione.
Tuttavia 1’ iudustria francese non ri-posa unicamente sopra i suoi artisti, esopra i suoi chimici, che sono arrivati afarle riprodurre l’acquerello sulle suestoffe come sopra la più bella carta veli-na; nel mentre istesso eh’ essa maneggia
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il suo lapis fecondo e usa della sua ta-volozza, ella ha saputo migliorare la suamateria prima, renderla più dolce, piùfine, più flessibile, filarla coi mezzi mec-canici i più perfetti, e adoperarla nellemigliori condizioni. Questo studio co-stante ha portalo i suoi frutti ; alla suasuperiorità artistica essa comincia ad ag-giungere l’economia nella produzione.La distanza, sebbene ancora notabile fra iprezzi inglesi e i francesi tende a dimi-nuire ; per la qual cosa il suo spaccio al-1’ estero va ogni anno sempre più ad au-mentarsi in proporzioni considerevoli.
Si p>uò dipingere il carattere industria-le d’ ogni nazione dividendo anzi a tuttogl’ industrianti in due classi, vale a direindustrianti che creano, ed industriantiche utilizzano.
La Russia utilizza tutte le creazioniapplicandole alla classe media ed agiata ;essa crea inoltre per ciò che spetta allemasse, ed allora le sue creazioni hanno1’ impronta moscovita unita al genereorientale.
L’ Inghilterra utilizza sopra una scalaimmensa; essa copia, trasforma tuttociòche veste un carattere di gusto e d’ im-maginazione, e realizza un grande profit-to, applicandolo alle masse; ma inoltreessa crea con talento meraviglioso deitessuti pei quali essa cava un gran parti-to delle materie nuove che produconotutte le parti del mondo. Senza la ma-gnifica mostra dei fili e dei tessuti dei-fi' alpaga, di pelo di capra, di vigogna, edi altri miscugli, fi industria della lanainglese dipinta non avrebbe offerto allagrande Esposizione di Londra che unospettacolo molto ordinario, mentre laFrancia brillava eminentemente.
L’industria della lana dipinta in Fran-cia, arrivava a Londra all’altezza dei suoioggetti d’ arte, propriamente detti ; essaeccitava, come sempre, la cupidigia dei