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consumatori di tutti i paesi. Tuttavia laFrancia si limila troppo all’ unica utiliz-zazione delle lane merinos, e non appro-fitta abbastanza delle altre materie testiliche, diventando un oggetto di cambio,darebbero un alimento continuo al suocommercio, ed alla sua navigazione.
Ciò che costituisce uno dei grandi sca-piti della Francia si è, che quivi il geniocommerciale sta al di sotto del genio ar-tistico ed industriale; che i francesi san-no fabbricare, ma non sanno altrimenti,come gl" Inglesi e gli Americani, studiareabbastanza i mercati esterni, assicurarealla loro produzione uno spaccio, in rap-porto colla sua importanza, utilizzare lariputazione dei loro prodotti.
Industria delle sete , e dei nastri.
L’ industria delle seterie sembra esserstata importata in Sicilia, in Italia , ed inSpagna fin dal secolo XIII, ed in segui-to delle guerre civili e religiose dei seco-li XIV e XV, in Francia , in Isvizzera inInghilterra, e Paesi bassi .
A Lione dal i 65 o, al 1680, dopo duesecoli di esistenza, il numero dei telai va-riò dai 9,000 ai' 12,000.
Dopo la revocazione (1689) e finoverso il i^ 5 o ricadde fra i 3 ,000 ed i5 ,ooo. Verso il 1760, il lavoro finalmen-te si riebbe, ed i telai risalirono di nuo-vo al numero di 12,000; dal 1780 al1788 ammontarono a 1 8,000. Dal 1792al 1800, il terrore, 1 ’ assedio di Lione , laguerra, li ridussero come alla rivocazionedell’ editto di Nantes a 5 ,000, o 4,000.
Dal 1 8 o 4 al 1 8 1 a, per lo ristabilimen-to dell’ ordine e della sicurezza interna,i telai tornarono al numero di 12,000, ilqual numero non oltrepassarono più du-rante tutto l’impero, malgrado l’immen-so ingrandimento di territorio, ma incausa della guerra esterna.
T ESSUTI
Dal 1816, sotto 1 ’ influenza della pa-ce, i telai arrivarono ai 20,000, e dal1825 al 1827 ai 27,000.
Nel 1837, malgrado i deplorabili esanguinosi avvenimenti del novembrei83i ed aprile 1 854 , ammontarono ai4o,ooo, ed all'epoca della rivoluzione difebbraro 1848 oltrepassarono i 5 o,ooo.
Questa rivoluzione, che ha così pro-fondamente lacerato il credilo ed il lavo-ro in Francia , non ha che momentanea-mente arrestato il progresso dell’ indu-stria delle seterie, e malgrado le preoc-cupazioni politiche, che non hanno maicessato d’ inquietare il lavoro in generale,mai forse esso trovossi in uno stato piùflorido, come dopo gli avvenimenti delgiugno 1848, fino al termine del 1852.
Durante questo corto periodo, il nu-mero dei telai si è accresciuto di io a1 2,000, ed oltrepassa di certo i 60,000.
Questa condizione eccezionale dell’in-dustria delle seterie e dei nastri in Fran-cia , tiene a ciò che più della metà dellesue produzioni si esportano ; essa soffre,relativamente, poche crisi e rivoluzioniinterne, purché il suo spaccio all’ esternopossa non continuarsi.
Così nell’esportazione generale di tut-ti i tessuti francesi le seterie ed i nastrifigurano per 37 per ojo. ti tuttavia que-sta bella industria è quasi la sola che perarricchire il paese non gl’imponga, e nongli domandi alcun sagrificio sotto l'ormadi diritti , di proibizioni , o di prendi diesportazione.
I 60,000 a 65 ,ooo telai,che lavoranoper Lione sono dispersi fra il Diparti-mento del Rodano , e i Dipartimenti vi-cini. Le agitazioni politiche, non menoche la questione della mano d’opera han-no fatto trasportare i telai lungi dalle città;e quivi si piantarono i grandi stabilimentia telai meccanici.
Di tutte le industrie della tessitura,