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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Tessuti

quella delle seterie è la più in ritardosotto a questo rapporto, e ciò spiegasiprincipalmente pel gran valore delle ma-terie prime adoperate per essa, e che au-menta, assai più del cotone e della lana edel lino, il capitale che esige l’impiantodi grandi officine.

La trasformazione dell’ industria do-mestica, o individua, in industria con-centrata, agglomerata nei laboratoi, nonè forse che una questione di tempo : essadeve aver luogo per la seta, come lo haavuto per il cotone, per la lana, pel linoe pel canape, che sembravano più anco-ra delle sete aderire al focolaio domesti-co. La concentrazione del lavoro avverràsenza dubbio: essa è nella corrente, nel-la forza delle cose e delle idee. Ma que-sta trasformazione migliorerà essa in de-

finitivo la sorte delle classi

operaie :

Dopo l’invenzione ed il divulgamentodel telaio alla Jacquart, il quale ha cosi

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non hanno più costruito che dei fabbri-cati spaziosi, ed a poco u poco si vedonoquindi sparire le case basse e insalubri.

La invenzione Jacqnart ha ancora me-glio contribuito al miglioramento fisicodell’ operaio, sopprimendo in gran parteciò che il lavoro del telaio a tiro aveva dibrutale e di atrofico.

Non crediamo di esagerare facendosalire ai 3^5 milioni all’anno, durantegli anni 1 85 o-i 85 i-i 852 , la produzionefrancese degli articoli nei quali domina laseta; imperciocché 190 a 220 milioni siesportano principalmente agli Stati-Uniti ,in Inghilterra, in Allemagna, nei mari delSud, in Russia, in Svizzera in Levante.

Questi 3 y 5 milioni si compongono dicirca 125 milioni di diversa mano d’ope-ra, e di benefizii, e di 2.5o milioni dimaterie prime. Queste materie prime sicompongono all'incirca di i4o milioni disete prodotte dall’agricoltura fraucese,

possentemente contribuito agli sviluppi'filale e lavorale dall’industria francese ;

rapidi, e si può dire universali della tes-situra delle slolle lavorate, nessuna in-venzione essenziale non ha mancato allavita dell’ industria francese .

L’invenzione di Jacquart non ha so-lamente migliorato e facilitato la fabbri-cazione; essa ha, ciò che è ben più daammirarsi, trasformato la sorte fisica del-l’operaio.

In fatti il telaio Jacquart non potendoaver luogo che nelle officine mollo' alte,e quinci molto arieggiate, ed ogni officina

di 80 a 90 milioni di sete straniere, prin-cipalmente della Lombardia , del Pie-monte, di Napoli, della Spagna e del Le-vante; e finalmente di 25 milioni di ma-terie miste colla seta, come lana, bava diseta, cotone, lino, oro ed argento.

Da alcuni anni le fabbriche francesitornano a reimpiegare le sete della Chinae del Bengal, di cui piacevano avere di-menticato l’uso.

Il numero dei telai adoperati nella tes-situra degli articoli dove predomina la

potendo da un giorno all’altro aver! seta, può essere valutato a circa 140,000<1 uopo dei telai Jacquart, i proprietariilripartiti presso a p>oco come segue:

60, a 70,000 (secondo l’attività) lavorano per Lione in diversi luoghi.a 5 , a 3 o,ooo lavorano p>er Saint-Elienne nella città e dintorni, e sopratutto nelle montagne vicine.

8, a 10,000 lavorano per Nimes e Avignone .

2 5 , a 3 o,ooo lavorano principalmente per le fabbriche di Parigi , laPicardia, la Normandia, 1 ’ Alsazia , la Mosellu.

Sappi. Di%. Tecn. T. XL.

5 o