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Tomo LIV. [Supplemento.]
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posilo, f<tUi dei passi significanti, quandoil meccanismo Jacquart fu nel 1818 ap-plicato anche alla fabbricazione di questi,e fini a poco a poco col rovesciare lutto ilsistema del telaio da tiro. E noto però chel’inventore di questo ammirabile stru-mento non aveva avuto in mira che lafabbricazione delle stoffe di seta, renden-do il disegno per fili e senza licci.

La macchina Jacquart era destinata asostituire i telai alla Maugis, alla Falcos-me, ed alla Regnier, coi quali si fabbri-cavano allora i lampassi, i damaschi edaltre stoffe di simil genere.

I primi scialli, che a ragione potevanochiamarsi cachemire erano comparsi pri-ma della bella invenzione dello Jacquart:questi scialli erano fabbricati sopra orditocacherair, tramati cachemir, ed avevasiinoltre cercato di riprodurre di una ma-niera più esatta ancora il contesto deltassato indiano, il cui uso sempre più inFrancia sì diffondeva, l’er arrivare a que-sto risultamento, avevasi abbandonato illavoro fondo tela, e creala una saia, adimitazione del cachemir ; ma il telaio atiro presentava delle grandi difficoltà. Lainvenzione dello Jacquart doveva sol-tanto farle sparire.

II cilindro di Vaucanson è, senza «bib-bio, il punto di partenza del pensiero diJacquart. Questi ne fece un pezz«> qua-drato, e vi applicò un cappelletto senzafine, che permettesse di eseguire disegnidi una certa dimensione. I primi risulta-menti del nuovo meccanismo, oltre la sop-pressione del tiratore, furono di rendere1’ alzala dei fili degli orditi più regolare epiù esatta. Collo Jacquart l’ operaio puòad un tempo regolare 1’ altezza del tiro,ciò che non è poco importante, accele-rare, per cosi dire, a volontà, la velocitàdel tessuto ; ma questa bella invenzionenon permetteva ancora di fare che deidisegni molto stretti, e non si poteva, sen-

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za notabili miglioramenti applicarla allariproduzione degli scialli indiani, la cuicomposizione mano a mano allargavasì.Aggiungiamoch’essa importava l'uso mol-to dispendioso di una enorme quantità dicartoni.

Due nuove scoperte contribuirono ageneralizzare l’uso della Jacquart ; quel-la del nuovo inforcamenlo, che quadru-plica i mezzi di azione di ogni ago, equella del processo intitolato srotolamen-to. Quest’ ultima innovazione soppressedi un solo colpo la metà dei cartoni ne-cessari! per eseguire la tessitura del dise-gno. Una modificazione importante com-pletò il telaio alla Jacquart; vale a dire,il meccanismo detto a doppie zatte. Ap-plicando questo nuovo sistema, e metten-do due anelli ad ogni ago, in maniera «lafar funzionare due uncinetti per ago sifanno muovere simultaneamente due corpidi forche.

Di maniera che per riassumere il com-plesso di questi perfezionamenti, un ope-raio può, al giorno d’oggi, mettere in azio-ne col suo piede un meccanismo che glipermette di eseguire un disegno di iy 5centimetri di larghezza, facendo agire ge-neralmente 6400 fili di ordito, mentieoccorrerebbero otto macchine Jacquartprimitive per ottenere questo risullamen-lo, ed anche queste sarebbero inapplica-bili, atteso che la resistenza sola delle zam-pe, domanderebbe per essere superata,una forza troppo grande.

Frattanto, in questo cenno storico del-la macchina Jacquart perfezionata, diquesto capo d’ opera che ha contribuitoa sviluppare una folla d’industrie, ed ?creare tante meraviglie, bisognerebbeper esser giusti, citare i nomi di lutt’imodesti e laboriosi artefici che hanno e-condato la magnifica idea del primo lt] ~ventare, e riducendola praticabile gl*hanno dato l’importanza eh’ essa h; og-