Tessuti
giinai acquistato nel mondo industriale ;ma ciò sarebbe un uscire dalla nostra sfe-ra. Spenderemo piuttosto alcune paroleintorno una questione che può avere nel-la futura industria degli scialli una gran-de importanza. Trattasi dell 1 uso più omeno esteso che fanno gl 1 Inglesi dei mo-tori meccanici applicabili alla tessitura de-le stoffe. Quest 1 applicazione può essafare supporre che in un tempo, più omeno lontano, essi arrivino a tessere gliscialli broccati a vapore , come dicesi vol-garmente. Gli è difficile senza dubbio as-segnar limiti ai genio industriale ; ma nel-lo stato attuale delle cose noi abbiamoqualche penà a crederlo. Alcune difficoltàinsormontabili sembrano oppurvisi. Così,quand’ anche si voglia ammettere che gliassaggi ingegnosi del battente lanciatorefiniscano col potere applicarsi alla mani-fattura degli scialli, il problema sarebbeancora ben lungi dall 1 essere risolto. Latessitura dello sciallo esige mutamenticontinui di armature ; e lo srotolamentodei cartoni ad ogni corsa presenterebbedelle difficoltà meccaniche mollo com-plicate.
Oggidì bisogna spesso adoperare colorifuori di quelli che sono in movimentocontinuo, e spesso anche tingere alcunepiccole parti dell' orditu sul telaio perevitare i salti di gradazione nei doppiifondi. In tutti i casi P avvantaggio nonsarebbe, secondo noi, in ragione degliostacoli da vincere, e l 1 economia verifi-cabile sarebbe poco importante. La tessi-tura degli scialli broccati domanda, percosì dire una sorveglianza continua ; oc-correrà sempre un operaio addetto adogni telaio.
La sola scoperta che. secondo gli uo-mini pratici, potrebbe condurre un cam-biamento completo nelle condizioni diquest 1 articolo, sarebbe un mezzo di fa-re del tessuto spoulinè col mezzo di un
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battente intrecciature che facesse avan-zare di un sol colpo tutti gli spolinidi una corsa, e permettendo per con-seguenza di fabbricare la stoffa india-na a miglior mercato che nel paese oveessa è creata. Questo problema, del resto,sembra incontrare delle enormi difficoltà,per non dire delle impossibilità.
La Francia si è messa tuttavolla suquesta via, mentre essa già produce dellospoulinè verso processi molto più spedi-tivi di quelli delle Indie, ed alcuni fra ipiù abili inventori non disperano diriuscirvi.
Scialli deW Indie.
Il consumo degli scialli indiani inFrancia può valutarsi al dì d 1 oggi, in viamedia, a quattro milioni di franchi. Il gu-sto, o per dir meglio la passione delle da-me francesi per questo genere, è straordi-naria e quasi ingiustificabile. Senza dubbioun bel sciallo il 1 India ha un gran me-rito, quando unisce alla ricchezza del di-segno la vivacità, l'armonia dei colori ela perfezione del tessuto; ma per un belsciallo (assai raro), quanti altri difettosi,pieni di cuciture, di cattivo colorilo, e diun disegno grottesco, non si pagano poiad un prezzo esorbitante? tanto è potenteil vecchio prestigio che si attacca a que-sto prodotto lontano.
Molti tentativi si fecero a più ripresein Francia per creare la fabbricazionedello sciallo espoulinè , altrimenti dettolavoro indiano. Fin dall 1 origine dell’ in-dustria degli scialli si è pervenuti a imi-tare compiutamente la stoffa indiana ;quasi lutti i fabbricatori di ricchi sciallihanno fatto sperimenti piu o meno for-tunati in questo genere; tuttavia non èche da alcuni anni che furono perfezio-nati di una maniera notevole i mezzi difabbricare ì 1 espoulinè, e fu senza dubbio