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qualunque, senza alterarne il bianco o
la tinta.
Le operazioni principali del digrassa-tore, o cava-macchie, diventano dunqueuna dipendenza naturale dell’ arte ileitingere, poiché il digrassatore deve anzi atutto assicuraisi della solidità della tintu-ra della stoffa ch'esso deve mondare, perristabilire all’ uopo le tinte alterate.
Gli è ben raro che l’acqua semplice, afreddo o a caldo, basti per pulire le stoffeche hanno contratto qualche macchia.Qualunque siensi le sostanze che la han-no prodotta, bisogna cercar di conoscerela loro natura; imperocché questa sola co-noscenza può guidare il digrassatore nellascelta dei processi da usare, e questi pro-cessi devono esser sempre i più semplicied i più economici. In generale 1’ imbian-camento completo è il miglior modo dipulitura per le stoffe bianche; ma non èlo stesso per quelle che hanno subitouna tintura, e ricevuto un lustro od ap-parecchio, perchè queste dimandano quasisempre un nuovo lustro, dopo una mon-datura completa.
Si possono considerare le macchie del-le stoffe come appartenenti a due speciegenerali; le une non fanno che coprire ilcolore senza alterarlo ; le altre, al con-trario, lo alterano in tutto od in parte, odistruggendo la medesima materia colo-rante, o cangiando il suo stato. Risultada questa distinzione che un reattivo pro-prio a togliere una macchia di grasso so-pra una stoffa del tal colore, non può al-trimenti servire a toglierne una simile so-pra una stoffa di un’ altra natura e di uncolore differente.
Fra le materie che i cava-macchie ado-perano, le une hanno la proprietà di di-sciogliere la sostanza che forma la mac-chia, e di cavarla con una specie di la-vamento, o piuttosto con una vera disso-luzione ch'essi operano di questo grasso ;
Tintore
tali sono, per le macchie di grasso, 1’ ete-re, 1’ essenza di trementina rettificata, ilsapone, il Gele di bue, l’acqua ca-rica di un poco di sale alcalino e d’ altriingredienti della stessa natura. — Altrematerie adoperate per le macchie di gras-so hanno la proprietà di assorbire la so-stanza macchiente; tali sono la creta, lacalce spenta all’ aria, le differenti terreda stoviglie, bolari o marnose, la cartaasciugante ecc.
Alcune volte, quando la macchia è re-cente, basta 1’ applicazione opportuna delcalore per ridurre la macchia untuosa invapori, e cosi liberarne la stoffa ; ma que-sto processo, generalmente poco sicuro,ha quasi sempre 1’ inconveniente, quandonon sia praticato da una mano abile, didilatare semplicemente la macchia, e ren-derla poco apparente, in luogo di farlasparire.
Tocca al cava-macchie di saper sce-gliere la sostanza più conveniente alla na-tura delle materie, a quella della stoffa, ea quella del colore eh’ egli deve aver cu-ra di non distruggere. Per esempio, il sa-pone leva generalmente molto bene il gras-so sopra qualunque specie di stoffe ; maqualora si adoperasse il sapone per leva-re una macchia di grasso sopra una stoffadi color rosa, o ceresa, o color zafferano,si altererebbe nel medesimo tempo, piùo meno il colore della tinta. Per questicolori deboli 1’ etere, al contrario, è unagente prezioso: perchè senza nuocere aipiù delicati, esso leva altrettanto bene, co-me il sapone, qualunque specie di macchiada grasso, quand’ esso è preparato difresco ; tuttavia i cava-macchie poco onulla conoscendo questo mezzo semplicee di un successo sicuro, fanno poco usodell’ etere che dovrebbero adoperare piuspesso.
Rispetto alle macchie che hanno dis-trutto il colore della stoffa, è bensì facile