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Tomo LIV. [Supplemento.]
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spigo, e si può così mescolandoli conquella, mascherare il suo cattivo odore.

Sono in generale, preparazioni di que-sta natura, quelle che si vendono in com-mercio sotto il nome di essenza, e cheper la più parte hanno bisogno di essererettificate, come l’essenza di trementinacon una nuova distillazione sulla calceviva.

Quando i corpi grassi sono molto te-naci come gli olii cotti, la pece, ecc., lapiù parte dei reattivi che abbiamo indi-cato, non potrebbero agire sopra di essiche aiutando la loro azione con un ca-lore assai forte, lo che non è sempre pra-ticabile senza pericolo ; ma in questo casosi cerca subito di rendere i corpi grassipiù fluidi, aggiungendovi un olio moltoliquido, e del burro fuso, e giovando inseguito 1’ azione del dissolvente con unleggero grado di calore. Di tutti i reattiviche hanno la proprietà di levare le mac-chie semplici, formate da corpi grassi, ilcalore è il mezzo che si adopera il piùgeneralmente, perch’ esso discioglie gliolii, e mantenuto in modo sufficien-te, gli olii, dopo essere diluiti, finisconocol ridursi in vapori; basta applicarlo ataluno dei corpi grassi, e tenerlo in unostato liquido per evaporarli; tali sono: lacera, il sego, ecc. Ma bisogna aver riguar-do ai differenti gradi di calore ai qualiquesti differenti corpi grassi si volatiliz-zano, perchè sovente si arrischia con unaapplicazione troppo brusca del calore, oper un calore troppo forte e trop>po pro-lungalo d’ ingiallire la stoffa, levandotelamacchia di grasso. In quanto ai corpi chenon sono suscettibili di volatilizzarsi a ungiado di calore incapace di alterare lastoffa, bisogna limitarsi a ridurli liquidi;a questo effetto, si mette la stoffa mac-chiata fra due carte senza colla, e vi siapplica sopra un corpo caldo per far fon-;dere la macchia. Il corpo grasso, dopoSiqipl. Diz. Tecn. T. XL. 1

Tutore

rammollito, passa nelle carte colle quali èin contatto immediato, ed abbandona lastoffa.

Si fa sparire la macchia per intiero, ri-petendo parecchie volte l'operazione, edogni volta le si presenta della carta nuo-va: è sempre bene, dopo questa opera-zione, di mettere un poco di etere, perterminare il digrassamenlo.

Itievo delle macchie semplici forma-te da corpi resinosi. — Si consideranocome corpi resinosi la resina, la piece, egeneralmente tutte le sostanze molto in-fiammabili, che si dissolvono nell’alcool.Sono sopra tutto, quelle di queste so-stanze che si è obbligati di liquefar e pierfarne uso, che fanno le macchie.

I reattivi che piossono levare questemacchie sono, per la più piarle, quelli dicui abbiamo pirecedentemente parlato, macome il piiù gran numero di essi non agi-scono che in quanto i coi pii resinosi sienoconvenevolmente rammolliti, non indi-cheremo qui che l’alcool e l’etere, i qualinello stato di purezza e ben rettificatihanno la proprietà di disciogliere le re-sine, e di non alterare in nessuna ma-niera, nè lo stoffe, nè la più pai te deicolori.

Si può adoperare anche 1’ essenza ditrementina, o sola, o diluita nell’alcool,sopirà tutto quanto la macchia è formatada un corpo tenace, la resina o la ver-nice; ma allora si è obbligati di rammol-lire la macchia con un ferro caldo pnimadi appilicare 1’ essenza, ed è necessario dilavarla in seguilo collo sparito di vino odell’ etere, o con la preparazione parti-colare conosciuta in commercio, sotto ilnome di acqua della Regina di Un-gheria .

Lieoo delle macchie semplici, for-mate da succhi vegetali. — Indipien^dentemenle dal loro acido, che attacca icolori, e li fa mutare, lutti i succhi colo-