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indicare quando parleremo delle sostanze!che alterano o distruggono i colori.
L’ammoniaca (alcali volatile) liqui-da o concentrata, non ha però, allo stessogrado, gl’ inconvenienti degli alcali fissi ;ma la sua azione, non è d’altronde,così attiva, nè così efficace. Le combina-zioni degli alcali cogli olii, formando ciòche si conosce in commercio sotto il no-me di sapone , hanno la proprietà di scio-gliere una nuova quantità di olio o ditutt’ altro corpo, di natura untuosa, dimaniera che si può adoperali per levarele macchie d’olio, e si suole servirsenein istato di sapone, ovvero sciogliendo ilsapone stesso nell’alcool, formando ciòche si chiama essenza di sapone, o meglioancora col sapone di fele ili bue, del qualeabbiamo indicato la composizione.
Le terre assorbenti, tali come la creta,e le terre saponacee, che quasi tutte con-tengono molta magnesia, si combinanoancora coi corpi grassi, e si adoperanoper levare le macchie sotto il nome dipietra da macchie.
Il fele di bue, il giallo d’uovo, presen-tano anche dei grandi avvantaggi in tuttii casi summentovati, perchè se sono diuna debole energia, non generano peròinconvenienti adoperandoli. Queste ma-terie animali hanno la proprietà di scio-gliere i corpi grassi senza alterare i tes-suti, nè sensibilmente la più parte dei co-lori, di maniera che sono di un grandeuso.
Alcune volte si combina anche il mi-scuglio di alcuni di questi corpi per pro-durre più di effetto. Gli è così che simescola il sapone, il fele, il tuorlo d’uovocolle terre saponacee che danno la con-sistenza per formare delle pietre da cavarmacchie.
Sei litri d’acqua, 122 grammi ( 4 oncie)di soda o di potassa, due feli di bue, 61grammi ( 2 oncie) di sapone nero ed il
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succo di un cedro, bolliti insieme per treo quattro minuti, formano, secondo Baz-clay, una lisciva che, messa a giorno, puòadoperarsi a freddo od a caldo per farsparire il più gran numero di macchieuntuose.
L’ etere solforico ha del pari la pro-prietà di sciogliere gli olii; questo dissol-vente sarebbe tanto pivi vantaggioso inquanto esso non intacca nè i colori, nèla stoffa ; ma esso ha l’inconveniente diesser troppo volatile e di abbandonaretroppo facilmente il corpo che tiene indissoluzione, o di separarsene, quando siè forzati a ricorrere al calore per levaredei corpi compai ti e pesanti, come la pece,la trementina, gli olii grassi.
Il sig. Giobert ha proposto, dice il sig.Chaptal , l’alcool canforato, come il mi-glior dissolvente dei principi! oleosi ; maegli fa osservare, con ragione, che per pro-durre il suo effetto, bisogna eh’ esso siarettificato colla più gran cura, e che siasaturato di canfora, per quanto è possi-bile. Questo abile chimico prescrive neltempo stesso di non pulire con acqua lamacchia che si è disciolta, per non preci-pitare sulla stoffa una parte di canfora,che non si potrebbe io seguito far sparireche con una nuova quantità di alcool or-dinario. L’etere canforato è preferibileall’ alcool.
Ma la sostanza più generalmente ado-perata per levare le macchie d’olio, èl’olio volatile o essenza di trementina;essa agisce tanto meglio quanto è più re-cente, e noi abbiamo detto che era neces-sario di rettificarla distillandola sulla calceviva; così rettificato, quest’olio volatilediscioglie tutti i corpi oleosi, tutte le re-sine, e non altera, in generale, nè i co-lori, nè i tessuti. Si può sostituire 1 ’ es-senza di trementina con altri olii essen-ziali di un odore più aggradevole, talicome l’olio essenziale di bergamotto, di