Tintore
sido di ferro con una grande facilità, cdi non intaccare sensibilmente, durantela sua azione sull’ ossido, le stoffe, sullequali lo si applica. L’acido ossalico hala proprietà di disciogliere facilmente tulligli ossidi di ferro. Lo si adopera a que-st’uso, o ridotto in polvere e applicatosulla macchia, che si umetta leggermenteper aiutare l’azione dell’acido, ovvera-mente allo stato di dissoluzione.
Si può sostituire l’acido ossalico conalcune sue combinazioni, tali come quelleeh’esso forma colla potassa, e che costi-tuisce il sale di acetosa del commercio ;ma la sua virtù è meno energica; si suoleservirsene tuttavia con vantaggio; ed ilsai di acetosa era anche il principale dis-solvente dell’ossido di ferro prima dellascoperta dell’ acido ossalico. Come lemacchie dove il ferro è poco ossidato sisciolgono più facilmente ed in un mag-gior numero di acidi di quelle in cui imetallo è combinato con più di ossigenoil sig. Giobert ha proposto di fare retro-cedere 1’ ossidazione, versando per lemacchie d’ossido giallo o rosso, un po’di grasso fuso, che si tiene per qualchetempo allo stato liquido, mediante un leg-gero calore. Egli fa osservare che dopoquesta operazione preliminare, si può to-gliere queste macchie coll’ acido solforicoindebolito. Il mezzo il più semplice ed ilpiù sicuro di togliere qualunque speciedi macchia semplice formata dal ferro, èSempre l’acido ossalico.
Reattivi per le macchie composte.
Si distinguono, come fu detto ancora,Sotto il nome di macchie composte quel-le che sono formate dall’azione combinata di parecchie sostanze.
Avviene sovente che queste sostanzeSono di natura differente; di maniera che
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bisogna ricorrere all’azione successiva dimolti agenti per distruggere queste mac-chie. Questo è ciò che avviene quando sidevono levare delle macchie d’inchiostro;di untume delle ruote, di fango di ru-scello ecc.
In molti di questi casi, Si comincia condei lavacri con l’acqua,'che tolgono unaparte delle macchie, e si finisce coll’acidoossalico o sai di acetosa, per far sparire ilresiduo grigiastro, e quasi sempre ferru-ginoso che resta fissato sulla stoffa dopoi primi lavacri. E più facile di levare lemacchie d’inchiostro quando esse sonorecenti, di quando hanno invecchiato sullastoffa; perchè in quest’ultimo caso, nolisolamente l’ossido di ferro, che fa la basedell’ inchiostro, ha penetrato più avantinel corpo della stoffa, ma l’ossidazioneha fatto dei progressi ; ed il ferro in que-st’ultimo stalo non è più solubile chedall’acido ossalico.
Quando le macchie di ruggine sono'invecchiate sopirà un fondo bianco, e che'esse hanno passato parecchie volte allalisciva , resistono àgli agenti ordina-rli. Si ha ricorso allora all’uso delle so-stanze che avendo una grande affinitàpier l'ossigeno, riconducano l’ossido diferro ad un grado minore di ossidazione;stato nel quale esso è, come abbiamo giàdetto, più solubile negli acidi. Il piroto-cloruro di stagno in dissoluzione ( i disale e 5 di acqua) è un reattivo assai opi-porluno e raccomandalo dal sig. Thillaye.Si umetta la macchia con questo liquidodopo averla copierta dell’acido ossalico:La macchia non tarda molto a spiarire psi lava inseguito con dell’acqua per to-gliere lo stagno, si passa in un acido de-bole, e si sciacqua.
Quando la macchia è recente, l’uso d?un acido qualunque, tale come il succodi cedro, l’acido solforico altenenuato, ba-stano per distruggerò intieramente l’ita-