Tistobe
chiatore la più gran cura e la più gianproprietà nell’ uso di questi reattivi: perevitare la lividura (circolo di alterazioneche circonda la macchia levata) bastasempre di slroppicciare leggermente lastoffa con un pannolino leggero imbevutodi etere distillato di fresco, continuandoquesta lieve stropicciatura distendendo ilcircolo dolcemente e gradualmente fino ache sia sparito de! tutto, e che Io stufilisia presso a pinco asciutto.
Ristabilimento dei colori distrutti .—Questa parte dell’ arte del tintore smac-chiatore è, secondo Chaptal , poco prati-cata; e nella impossibilità di far riviverecon tutto il suo splendore, o di ristabilirein tutto la sua purezza una tinta primiti-va, indebolita o alterata, si si limita a pet-tinare rozzamente la stoffa col cardo e laspazzola, per cavar fuori il pielo celatonel tessuto, e ricoprirne la superficie.
Come nell’ arte del tintore smacchia-tore, non si tratta altrimenti di applicareun nuovo strato di tintola sopra tutta lastoffa, ma solamente sopra un punto de-(terminato una tinta consona al colore chelnon fu altrimenti alterato, non è fucile diraggiungono questo scopro; mentre per ciòfurlista deve avere delle conoscenze par-ticolari che sono assai spesso straniere aipiù abili tintori.
Da un altro lato, come assai spesso ilmordente è scomparso con il colore, di-venta necessario di ristabilirlo per nonoperare un vero scarabocchio; e può es-ser tale la natura di questo mordente chesia impossibile impregnarne qualche puntoisolalo; in questo caso non si pillò che ma-scherare una macchia coll’applicazione «liuno strato di colore pini omeno duraturo.
Si piuò stabilire in generale che nei piro-cessi di tintura delle stoffe di natura diver-sa, vi hanno delle differenze notabili, tantonei melodi di apipilicuziutie clic nel pii ilici-pii coloratili che sono adoperati.
Siippl. Dii. Tccn. T. A L.
Tiktome 435
Queste differenze sono sopra tutto as-sai notevoli fra le stoffe vegetali e le stoffeanimali.
La natura delle prime permette di pre-pararle cogli alcali, di avvivarne i coloricon delle liscive assai forti, ecc., mentreche simili agenti dissolverebbero il tessu-to delle materie animali.
Da un altro Iato, i pnincipii coloranti,che hanno dell’affinità alla lana o alla seta,non ne hanno sempre con il cotone ; lacocciniglia ed il chermes ne foinisconoun esempio. Cosi i colori si alterano conpiù o meno di facilità, secondo la naturadella stoffa sulla quale sono applicati, loche fu variare i mezzi di ristabilirli.
Esistono anche delle grandissime dif-ferenze nella maniera con cui i colori del-la stessa natura si Cssanu sulle stoffe; tuttigli azzurri sulla lana, dal più carico al piùchiaro, si ottengono col solo indaco di-sciolto dagli alcali o dagli acidi ; mentreche pier I’ azzurro il più pieno sulla seta,si è obbligati di dare alla stoffa un pie-de ( 1 ) di tornasole prima di passarlo neltino, ed un piede di cocciniglia quandosi vuol ottenere un azzurro fino. Si dàancora alla seta un bell’azzurro dello renel tuffare la seta in un bagno di verdegrigio, e (tassandola in seguito in un ba-gno di legno indiano ; la si rende stallilecol mezzo del tornasole: tire vi si opqilicaa caldo, e terminando 1’ operazione conun azzurro di tino. Si vede da ciò ellegli azzurri devonu essere [>iù alterabilisulla seta che sulla lana, e le altre stoffe;che gli acidi che agiscono sensibilmentesopii a tulle le sostanze, servono, nell’ az-zurro sulla seta, di [òede all’ indaco, de-vono piallare un’ iuipiressione notevolesopra questo, e non alterare gli-altri.
(1) Dicesi nella tinluia dare un piede, alinctlcie un primo colore sopra una sloila perapplicarne un altro al di. sopra e tate p>er con-seguenza un colore composto.
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