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Tomo LIV. [Supplemento.]
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464 Tintore

Si può cavati; da questi fatti un' altraconseguenza, ed è: che per ristabilire ilcolore azzurro degradato sulla seta, biso-gna ricorrere alle materie stesse che soledanno molta pienezza all’ indaco per for-nire degli azzurri carichi, mentre bastauna semplice so.luzione d’ indaco per ri-generare I’ azzurro della lana e del coto-ne. La soluzione di una parte d’indacoin quattro parli d’acido solforico, diluitoin una quantità sufficiente di acqua perdargli la tinta necessaria, può essere ado-perata con successo per riparare un co-lore azzurro alterato sulla lana o sulcotone.

1 colori rossi presentano consimili dif-ferenze ; la cocciniglia trattata coi mor-denti di creinor di tartaro e soluzione distagno, fornisce un cremisi fino alla seta,un superbo scarlatto alla lana, ed uu co-lor carne pallido al cotone. Dove si sop-prima il color di tarlato e lo si sostitui-sca coll’allume nel bagno di preparazio-ne, la lana sortirà color cremisi. Una solu-zione leggera d’ alcali basta ancora pervolgere lo scarlatto in cremisi.

Come il ponsò sulla seta risulta dallaapplicazione di un piede d’ oriana e dirosso di zafferano saracinesco, esso im-pallidisce cogli alcali, e si avviva cogliacidi.

1 rosa, i ceresa, il color carne, general-mente ottenuti col bagno di cartamo, sidistruggono cogli alcali, e ricomparisconocogli acidi.

La seta alluminata, passata nella deco-zione di legno del Brasile , acquista uucremisi falso che si toglie colla soluzio-ne di ceneri di Toscana . Se dopo averledato un piede di oriana, la si allumina ela si luffa in un bagno di legno brasile ,ne risulta un ponsò falso.

Sì tingono parimeuti tutte le specie distoffe in rosso col mezzo della lobbia;ma questo colore è più solido sul cotone,

Tintore

il mordente che vi si fissa è differente daquello che lo ritiene sulla lana.

Qualunqné siensi, dice il sig. Chaptal ,le gradazioni che prendono i medesimipriucipii coloranti rossi che si applicanoalle diverse stoffe, si possono stabilire al-cuni processi invariabili per ristabilirli 0ripararli quando le gradazioni sono di-strutte o alterate. Così quando lo scarlattoha sofferto, basta per ravvivarlo una so-luzione di stagno e di cocciniglia.

11 legno del brasile e l’allume fannoricomparire il cremisi.

Ij’ oricello, che si può sforzare coglialcali, e variare di mille maniere mescolan-dolo col brasile , il campeggio e lo scuo-tano, fornisce tutte le tinte che si può de-siderare.

Le stesse materie tintorie, servono adare il color giallo a tutte le stoffe ; ilguado fornisce un giallo bello e solido,e questo viene preferito per la seta. Illegno giallo non produce che un colotfosco, quando lo si adoperi senza mor-dente.

L’oriana dà un giallo rossastro. Ognu-na di queste materie tintorie riceve dellealterazioni differenti da parte degli stessiagenti ; lo che domanda dei reattivi ap-propriati a ciasceduua sorte di priucipiicoloranti, e 1’ uso di un colore identicaquando il corpo di colore primitivo èscomparso.

Il nero non presenta una grande diffe-renza, nè nella sua composizione, nè neisuoi effetti sulle diverse stoffe; la base èsempre uu principio astringente, un os-sido di ferro e di campeggio, e si puòlimitarsi a questa semplice composizioneper formare delle gradazioni capaci diristabilire sopra una stoffa il coloresmarrito.

Quanto ai colori composti, i cui ele-menti non sono altrimenti d’ un’ egualesolidità, e che la loro daffereute Datura