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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Tintore

quale si separano questi due principi!1’ uno dall’ altro.

«Una parte di slearerina e 100 parti diacqua, scaldati assieme, non fanno puntodi emulsione, anche dopo il raffredda-mento, come lo fanno una parte di elaie-rina e 100 parti di acqua.

« Una parte di stearerina e 2 parti dipotassa idrata disciolte nell’ acqua, scal-date dai 97 ai 99 gradi per 60 ore, fannoemulsione, ma non saponificano [mnto.

«Distillando la stearerina e la elaierinacon dell’ idrato di potassa, non si ottieneuè ammoniaca, nè solfuro.

«Elleno sembrano dunque sprovveduted’azoto e di zolfo, e non esser formateche di carbone, d’ idrogeno, e probabil-mente di ossigeno uniti in proporzioniche vedremo più tardi.

«Se badiamo alla proporzione di mate-ria grassa nella lana lavata nell’ acqua di-stillata, ed asciutta a 100 gradi, crede-rebbesi mai eh’ essa arriva a 20, 8 partip. ojo, e che la lana ne ritiene ancora!Questo è tuttavia il risultameuto dell’e-sperienza sopra i bioccoli di lanamerinos;gli uni provenivano da un agnello, e glialtri da una pecora. .Sono ben lontano dal-P affermare che le lane di razze diverse,debbano contenere la medesima propor-zione di materia grassa, per la ragioneche le mie esperienze non caddero anco-ra che sulla lana dei merinos.

» In quanto alle lane assoggettate alleoperazioni del digrossamento e della la-vatura, eseguite in grande trovasi che l’al-cool ne separa appena 0,0 3 di materiagrassa; dal che ne segue eh’essa ne perdecirca 17 parti per 100, sul trattamentoche le si fa subire prima di filarla e ditingerla.

«La teoria di queste operazioni non es-sendo mai stata data esattamente, io vengoad esporla come la ho concepita, appog-giandomi alle osservazioni precedenti edjSuj>pl. Dii. Tecn. T. XL.

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alle esperienze (alte per controllare leconseguenze che ne ho cavato.

«Dove non si trattasse la lana che condell’acqua pura e fredda, non se ne se-parerebbe il lezzo solubile ; quanto allamateria grassa, essa resterebbe attaccataalla lana, o riterrebbe le parti terrose piùdivise dalla sabbia, che la lana in bioccolisempre contiene : queste parti terrose es-sendo sempre più o meno colorate, ma-schererebbero la bianchezza che è propriadella lana perfettamente digrassata e la-vata.

«Come si procede in grandi proporzio-ni? Si carica l’acqua di una caldaia di lez-zo solubile che rende l’acqua alcalina, equasi saponacea, sebbene non si possa as-somigliare assolutamente questa materia aun sapone; si aumenta l'alcalinilà dell’ac-qua con della urina ammoniacale, o delsottocarbonato di soda o di sapone; quin-ci si aumenta l’energia dell’acqua alcalinaportandone la temperatura da 60 a 75gradi in generale. Da allora in poi la ma-teria grassa della lana, forma coll’ acquaalcalina calda non una soluiione , perchenon vi può essere saponificazione, mauna emulsione ; e questa emulsione sisepara dalla lana, perch" essa è persisten-te, e se ne accresce ancora la stabilità ag-giungendo al bagno del digrassamentouna certa quantità di latte terroso,in senodel quale la materia glassa emulsiva sidisperde. Finalmente, col mezzo dell’agi-tazione viva che subisce la lana nei cane-stri, panieri, casse, ove 1’ arqua si rin-nova continuamente, si separano tutti icorpi stranieri che possono esser levaticon un’ azione meccanica, e la materiasolubile del liquido della caldaia che labagna.

«Yolendo apprezzare l’influenza nellaoperazione del digrassamento dell’alcali-nità dell’ acqua, della sua temperatura, e; finalmente convincersi della necessità di

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