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giorni, si paragonano i progressi delloscoloramento degli assaggi, e si giudicafacilmente delle loro resistenza relativa.L’oltremare che, ad eguaglianza di tinta,resiste per più lungo tempo è il migliore.Si può accelerare 1’ esperienza collocandotutti i bicchieri insieme in un bagno-maria che ne eleva la temperatura di unamaniera uniforme, ed affretta l’operazio-ne. Non bisogna dimenticare, qualoral’oltremare sia destinalo alla fabbricazionedelle carte, che nella pila la temperaturanon oltrepassi il grado ordinario; ma nellemacchine fessa si alzerà molto sopra i ci-lindri asciugatovi.
Importa adunque che la materia colo-rante possa resistere convenientementeall’allume. Per accostarsi ancor più allecircostanze pratiche, si può, in luogo diuna semplice soluzione di allume, servirsidi una soluzione alluminata di colla, etrattare l’assaggio allo stesso modo. Que-sta soluzione prendendo una consistenzagelatinosa per il raffreddamento, 1’ oltre-mare vi resta meglio sospeso, e ne ricevepiù energicamente P azione.
2.° Prova deir oltremare sotto il rap-porto della potenza colorante.
È noto che un esame fatto, come suoldirsi, ad occhio nudo, lascia delle grandiincertezze intorno alla ricchezza realedell’ oltremare artificiale. Si ha dunqueil costume di mescolarne esattamente,ma senza confricazione in una capsula,una piccola quantità con dell’ argillabianca, del solfato di barite, o della ce-rusa, e se ne paragona la tinta con quelladi simili miscugli preparati in precedenzacon delle qualità provate di colore e con-servate come modello. Questi assaggi, cuiè necessario essere abituati, danno risul-
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tamenti assai approssimativi, e fanno sco-prire delle differenze sorprendenti fraqualità che sembrano eguali. Egli è di-stendendo dolcemente i miscugli con unaspatola, o diluendoli con quantità egualidi acqua nei bicchieri da esperimento chesi eseguiscono facilmente le comparazioni.La tinta è di un azzurro talora pallido,talora verdastro, talora rossastro, taloratraente al rosa, e sempre essa fa conosce-le la qualità che si deve preferire.
L’autore h i per lungo tempo curato ascoprire, per l’uso delle arti, un processoproprio a far conoscere il colore realedell’ oltremare con dei mezzi analoghi aquelli che servono a determinare quellodel cloruro di calce ; ma in difetto di unabase precisa per la determinazio/ie di unascala, egli, ha dovuto limitarsi a prendereper tipo l’oltremare più ricco, e mesco-larlo in diverse proporzioni coll’ argillabianca, per formare delle mostre gradua-te. Noi non lo seguiremo nei particolarich’egli fornisce a questo proposito, per-chè 1’ impossibilità di procurarsi costan-temente dell’ oltremare normale e para-gonabile, obbligherà i consumatori chevorranno imitare questo metodo a stabi-lire di per sè stessi una serie di assaggigraduati con dell’ oltremare di cui cono-scano bene il valore reale.
3.° Altri assaggi dell’ oltremare.
Per le impressioni questo colore deveessere midolioso, e si riconosce facilmentequesta qualità dietro I’ ispezione, ma so-pra tutto pel conlVicamento delle dita,dopo aver disteso l’oltremare sopra dellacarta da lettere, o sopra una lama di ot-IIone bene pulita. L’oltremare deve an-che essere di una grande finezza e pren-der poco di colla. Basta, per constatare