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alla sua portata; che, secondo la sua po-sizione, 1’ uno abbia veduto in una spi-ca, un altro in un pesce, un simbolo dellagenerazione; ma, ancora una volta, è im-possibile il credere che alcuna città abbiaVoluto insegnare ai posteri che il suo ter-ritorio era fertile in cereali, che il suoporto soprabbondava di pesci. Insistiamosu questo punto, perchè consideriamocome un errore deplorabile 1’ opinioneche tenderebbe a trasformare le medaglieantiche in altrettante insegne da mercanti,e in altrettante mercuriali che indicasseroil difetto o l’abbondanza del genere. D’al-tronde seguendo questa maniera di ragio-nare, cosa indicherebbe il Leone delle mo-nete diCapua, di Marsiglia, di Reims, tuttecittà dove questo animale non ha potutoesistere, che per esservi stato portato? Vor-rassi forse vedervi un emblema del corag-gio, della forza di queste città ? altro er-rore. Se tale fosse stata la significazionedi questo tipo, tutte le città non l’avreb-bero adottato con eguale premura ; e cosasi dovrebbe pensare di quelle che neavevano adottato di natura da risvegliareun’ idea affatto opposta? Dirassi forse chegli abitanti di Argo, fossero tristi e la-dri, perchè la loro moneta ha per fipoun lupo ?
Quando 1’ animale, la pianta, l’oggettoche rappresenta una medaglia non è l’at-tributo di una divinità, bisogna esami-nare, se non sia o per il suo nome o per-la sua forma ch’esso torni significativo; cer-te piante per esempio, erano prese comesimboli delle idee che richiamava la loroforma. Ben più spesso ancora il tipo nonera che una espressione fonetica del nomedel popolo, della città che lo aveva adotta-to. Oltre il tipo principale che occupa ilcentro, e per così dire, il primo posto nelcampo delle medaglie, si notano spessodei piccoli tipi accessorii, assai finamenteincisi che sono là collocati, come diffe-
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lenti medaglieri; esecrano probabilmentelasciati alla scelta del magistrato prepostoalla fabbricazione delle monele, e faceva-no senza dubbio allusione al suo nome, oa qualche circostanza particolare alla sto-ria della sua famiglia.
Si vede adunque, per ciò che abbiamodetto, che i tipi delle medaglie dei tempigreci erano puramente mitologici ; se noiaggiungiamo che i re non comparverosulle monete che come divinità, e che itipi che esprimono il nome dei popoli,come quelli delle città, richiamano anchesenza dubbio dei miti inerenti all’originedi quei nomi,si potrà stabilire come prin-pìo, che fino alla preponderanza di Ruma,il più delle monete non porta che deitipi religiosi, senza eccezione.
Roma, adottando le divinità della Gre-cia , sembra non aver veduto che dellestatue, degl’ idoli che univano alla inani-mazione una potenza superiore, ma nientedi più. Oltre e lungi di là, vassì al sim-bolismo orientale, che riposava sulle ideele più profonde. Le città avevano adot-tato cadauna una forma della divinità,Roma se le appropriò tutte ; e per au-mentare la sua collezione, essa creò d(^Ìnuovi Dei, fra i quali collocò sè stessa,come il suo senato. La Grecia scaduta,ripudiando le sue vecchie divinità pro-tettrici,celebrava sui suoi monumenti, sul-la sua moneta, il senato ed 11 popolo pereccellenza. Ben presto, la prostrazione,la deiezione della Grecia , indussero unanuova sorte di tipo sulla sua moneta, l’ef-figie degl’impeiatori, non già,come quelladegli antichi re, celata sotto la sembianzadegli dei, ma umana, vivente ed accompa-gnala dal nome del personaggio^ Tuttavia,e come se le città greche avessero volutoattenuare 1’ onta della loro sommissionecolla memoria delle loro glorie passate, ilrovescio delle loro medaglie imperiali rap-presenta i templi, le statue, le più famose,