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Tomo LIV. [Supplemento.]
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4?6 Tipo

le acropoli, tulli quei vestigli di uà’ epocadi genio, e di libertà*che non doveva piùritornare.

A Roma, verso la fine della Repub-blica , comparisce un tipo di caraiteretutto nuovo, il tipo storico : il ratto delleSabine, la morte di Tarpeja , 1’ alleanzacoi Gobi , il giuramento dei capi dellaguerra sociale, ecc. entrano in questa ca-tegoria. Vedremo più tardi quale svilup-po il tipo istorico abbia preso sotto gl’im-peratori.

I tipi parlanti si trovano anche frequen-temente sopra le monete consolari, la te-sta di Pane sulle medaglie di Pausa; lemuse sopra quelle di Pompeo Musa ; unvitello sopra quelle di Vitulo; un mar-tello sopra quelle di Valerio Acisculo ;la stella dell’Orsa maggiore, Triones , so-pra gli ultimi che portano il nome diLuco Trio. Il signor Lenormant ha rico-nosciuto sulle ultime della famiglia Titia,la testa del nume Mutinus Titinus.

Ma ei si fu sotto gl’imperatori ohe ilmutamento di natura dei tipi si fece so-pra tutto scorgere. Il tipo delle medaglieimperiali, particolarmente di quelle d’oroe d’argento, che emanavano direttamentedagl’ imperatori, senza la controlleria delSenato , è in qualche maniera consacratoalla famiglia sovrana; è l’imperatore, lamoglie sua, i suoi figli, i suoi congiunti, leloro azioni, le loro virtù che si celebranonelU monete, dove si veggono ricordati dapomposi trofei, da magnifici archi trion-fali, delle vittorie, e delle spedizioni, chenon erano sempre coronate dal successo.

Ai soggetti storici vengono ad aggiun-gersi i tipi allegorici; vile a dire : la pru-denza, la pietà, la salute, 1’ abbondanza,il coraggio, la liberalità dell’ imperatore;il pudore, la fecondità dell’ imperatrice.Tutte queste idee immateriali, rappresen-tate sotto la forma umana, sono caratte-rizzate da alcuni attributi, e di più espresse

Tipo

nella leggenda della medaglia. Sono que-sti tipi allegorici, che hanno indotto inerrore gli antiquarii, quando hanno vo-luto spiegare i tipi più antichi ; ma que-ste astrazioni personificate sono essenzial-mente proprie al genio romano, e nondevono altrimenti esser cercate altroveche nei monumenti eh’ esso ha prodotti.

E da notarsi che verso la metà del IIIsecolo, allorché le rivoluzioni si moltipli-carono, e che gl’ imperatori si succedet-tero rapidamente, innalzati e rovesciatiquasi subito dalla guardia pretoriana, itipi della sicurezza, della felicità deitempi , e della fedeltà delle truppe siriproducevano continuamente. Qual eradunque il loro valore? Un felice presagio,od un’ affettazione di confidenza; tanto èvero che gli avvenimenti hanno dato lorosovente una mentita.

Un tipo eziandio da non dimenticarsiè quello della consacrazione , che si rife-risce inevitabilmente alla morte di tutti iprincipi. Questo è d’ordinario un carrofunebre, ed un rogo sul quale si abbru-ciavano i corpi. Augusto , nell’apoteosi diCesare, aveva dato un esempio che fu se-guito da tutti gl’imperatori fino a Co-stantino , e che Giuliano critica amara-mente nella sua mordace satira dei Cesari-Niente era in effetto più proprio a ro-vesciare il politeismo quanto l’ ammissio-ne al rango degli Dei dei mostri, che lasocietà umana non poteva conservare nelsuo seno. L'Olimpo, scalato da tanti uo-mini, diede bando agli Dei.

Tuttavia il cristianesimo, già diffuso sutuffala terra, montavasul trono imperialecon Costantino ; il segno della fede cri-stiana apparve allora sulle monéte. Du-rante qualche tempo la croce fu collocatanelle mani di una Vittoria, vittoria tuttacristiana , è vero, poich’ essa è figuratasotto i tratti di un angelo, ma che noncessa dall’ essere un resto dell’ arte pa-